Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching <p>Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching</p> <p> </p> <p> </p> it-IT alfredo.ditore@gmail.com (pio alfredo di tore) alfredo.ditore@gmail.com (pio alfredo di tore) Mon, 05 Oct 2026 07:04:13 +0000 OJS 3.3.0.7 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 Progettare attività e valutare competenze di scrittura in prospettiva neuroeducativa ed embodied: criteri, indicatori e strumenti formativi https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/687 <div> <p class="JIMTLT17abstract">La scrittura si configura come un processo articolato nel quale interagiscono dimensioni percettive, motorie, cognitive e linguistiche; in tal senso, il suo apprendimento può essere utilmente letto entro una cornice neuroeducativa ed <em>embodied</em>. Il presente contributo intende presentare un’attività di progettazione e valutazione di un intervento didattico di scrittura, rivolto ad alunni delle classi prime della scuola primaria e orientato al consolidamento delle competenze ortografiche nelle prime fasi di alfabetizzazione, assumendo il corpo e il movimento come dimensioni rilevanti del processo scrittorio. La progettazione ha preso avvio dalla costruzione di un quadro di criteri e indicatori articolato in componente motoria, componente linguistica e specificità personali, creato a partire dalla letteratura neuroscientifica di riferimento. Per la conduzione dell’attività sono stati impiegati diversi strumenti (operative, di osservazione, di valutazione di analisi). Sono stati impiegati liste di parole, <em>checklist</em>osservative, il diario di bordo, prove di verifica delle competenze ortografiche e griglie di analisi dei risultati. I dati raccolti, pur da interpretare con cautela per il carattere esplorativo dello studio e per la ridotta numerosità del campione non probabilistico, evidenziano un andamento nell’insieme positivo, con esiti favorevoli nella prova di verifica per la maggioranza degli alunni coinvolti. Lo studio suggerisce nel complesso che attività grafo-motorie sorrette da una prospettiva <em>embodied</em> e accompagnate da dispositivi di valutazione formative possano sostenere l’acquisizione delle competenze ortografiche e offrire al docente strumenti per monitorare i processi implicati nella produzione scritta.</p> </div> Martina Albanese , Elisabetta Fiorello, Giuseppe Silvia , Marta Richichi Copyright (c) 2026 Martina Albanese , Elisabetta Fiorello, Giuseppe Silvia , Marta Richichi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/687 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Le nuove digital advocates: il potenziale pedagogico delle narrazioni embodied delle donne con disabilità sui social network https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/665 <p>L’impiego dei social network da parte delle persone con disabilità delinea un’area di profonda ambivalenza pedagogica, in cui le opportunità di partecipazione sociale e benessere si intrecciano alle sfide della sicurezza digitale e del cyber-bullismo. In tale scenario, le donne con disabilità risultano maggiormente esposte a forme specifiche di violenza digitale. I social network, tuttavia, possono rappresentare anche gli ambienti in cui le donne con disabilità possono sperimentare inedite forme di advocacy volte alla decostruzione degli stereotipi ed alla sensibilizzazione sociale sui temi della disabilità. Partendo da tali premesse, è stato progettato uno studio qualitativo narrativo ed esplorativo che ha inteso indagare il fenomeno dell’attivismo digitale femminile con disabilità in Italia attraverso le lenti dei Feminist Disabilities Studies. Secondo i risultati, attraverso pratiche di auto-rappresentanza e narrazione autobiografica embodied, le influencer con disabilità fisica veicolano contro-narrazioni basate su un’immagine di sé positiva ed emancipata che contrastano le rappresentazioni abiliste e sessiste associate alle donne con disabilità. Il contributo conclude rilanciando il potenziale comunicativo, pedagogico e politico di tali contro-narrazioni, in quanto capaci di promuovere nuovi immaginari delle persone con disabilità e trasformare gli ambienti virtuali in spazi di giustizia sociale.</p> Barbara Alesi, Arianna Taddei Copyright (c) 2026 Barbara Alesi, Arianna Taddei https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/665 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Nomadismo pedagogico e apprendimento incarnato: costruire la pro-fessionalità educativa nel tirocinio universitario https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/739 <p>Il contributo propone una lettura del tirocinio universitario come spazio ecologico di costruzione della professionalità educativa attraverso pratiche incarnate di negoziazione tra sistemi di attività differenti. Muovendo dalla Teoria dell’Attività (Engeström) e dal paradigma dell’Embodied Education, il paper mette in discussione la rappresentazione del tirocinio come dispositivo di mediazione lineare tra teoria e pratica, interpretandolo invece come zona di tensione e corrispondenze tra università, servizi e territori, attraversata da linguaggi, norme e aspettative spesso incoerenti. La riflessione nasce da una ricerca qualitativa condotta presso il Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione dell’Università di Verona a partire dal 2022, che coinvolge studenti, tutor aziendali e docenti attraverso focus group, etnografia, questionari e Change Laboratory, privilegiando la Student Voice come posizionamento epistemologico. L’analisi mostra come la professionalità educativa emerga dalla capacità di abitare ecologicamente discontinuità, soglie e contraddizioni tra sistemi formativi e comunità. In questa prospettiva, il nomadismo pedagogico nomina un insieme di pratiche incarnate di attraversamento, traduzione e negoziazione tra codici, appartenenze e logiche formative eterogenee. Il tirocinio non funziona quindi come spazio di applicazione di saperi già acquisiti, ma come ecologia trasformativa in cui gli/le studenti costruiscono la propria soggettività professionale imparando a sostenere, attraversare e rielaborare politicamente le tensioni che attraversano il lavoro educativo contemporaneo.&nbsp;</p> Maria Livia Alga Copyright (c) 2026 Maria Livia Alga https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/739 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 L’inclusione come processo incarnato: configurazioni didattiche e barriere embodied nei contesti educativi in presenza di disabilità visiva https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/680 <p>Nel dibattito sull'inclusione scolastica, le barriere all'apprendimento sono frequentemente ricondotte a fattori individuali o ambientali, mentre minore attenzione è stata dedicata al ruolo delle configurazioni didattiche e delle relazioni educative nella produzione di opportunità di partecipazione. In una prospettiva di <em>Embodied Education</em>, il presente contributo esplora come l'interazione tra corpo, spazio, linguaggio e mediazioni possa configurare condizioni di accesso o di esclusione nei processi di apprendimento. A tal fine, è stato realizzato uno studio di caso qualitativo condotto in una scuola secondaria di secondo grado, avente come oggetto l'esperienza scolastica di una studentessa con disabilità visiva. La ricerca integra i contributi dell'Embodied Cognition, della prospettiva socioculturale e dell'approccio ecologico, adottando un disegno metodologico fondato sulla triangolazione di osservazioni, interviste, questionari e focus group. I risultati evidenziano che le barriere emergono non tanto dalla compromissione visiva in sé, quanto dalle configurazioni embodied dell'interazione didattica, caratterizzate da pratiche implicitamente visual-centriche, specifiche organizzazioni dello spazio e del tempo e forme di mediazione prevalentemente compensative. Tali evidenze conducono a interpretare l'inclusione come un processo incarnato e relazionale e a proporre il costrutto di <em>corpo didattico diffuso</em> quale chiave interpretativa per comprendere e progettare contesti educativi inclusivi.</p> Addolorata Amadoro, Diana Carmela Di Gennaro Copyright (c) 2026 Addolorata Amadoro, Diana Carmela Di Gennaro https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/680 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Oltre il Tecnocentrismo https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/686 <p>La crescente diffusione delle tecnologie digitali e dei sistemi di intelligenza artificiale nei contesti educativi sta riconfigurando spazi, pratiche e processi cognitivi, ridefinendo le coordinate dell’esperienza formativa contemporanea. Tale trasformazione sollecita la riflessione pedagogica a interrogare criticamente i significati, i limiti e le potenzialità della mediazione tecnologica, contrastando derive tecnocentriche e riaffermando la centralità della persona, del corpo e della relazione nei processi di apprendimento.</p> <p>Il contributo analizza il ruolo degli ambienti fisici, digitali e ibridi nella configurazione dell'esperienza formativa, con particolare attenzione ai contesti scolastici, ai servizi educativi territoriali e alla formazione continua dei professionisti dell'educazione. La proposta si colloca nella cornice dell'<em>Embodied Education</em> e adotta come riferimento teorico l'integrazione tra la tesi della <em>mente estesa</em> (Clark &amp; Chalmers, 1998) e il paradigma enattivo e incarnato della cognizione (Varela, Thompson &amp; Rosch, 1991). In tale prospettiva, l'apprendimento è inteso come processo situato, distribuito e relazionale, emergente dall'interazione dinamica tra mente, corpo, ambiente e dispositivi, che concorrono alla costruzione della conoscenza (Gomez Paloma, 2013). In dialogo con una prospettiva critica sulle tecnologie educative (Selwyn, 2016), il contributo propone di considerare la progettazione degli ambienti di apprendimento come un atto pedagogico intenzionale, capace di orientare l’attenzione, la partecipazione e la qualità delle relazioni. Tecnologie digitali e IA sono così interpretate come mediatori subordinati alla centralità dell'umano (Floridi, 2022), al servizio di una formazione equa, inclusiva e sostenibile. In questo quadro, l'aula si configura come un ecosistema generativo in cui le dimensioni fisica e digitale si integrano per sostenere apprendimenti significativi, professionalità riflessive e comunità educanti capaci di interpretare criticamente la complessità contemporanea.</p> Giovanna Amendola, Monica Di Domenico Di Domenico, Fortunata Romano , Pio Alfredo Di Tore Copyright (c) 2026 Giovanna Amendola, Monica Di Domenico Di Domenico, Fortunata Romano , Pio Alfredo Di Tore https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/686 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Per un monitoraggio embodied. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/718 <p><span style="font-weight: 400;">Il contributo esplora le forme dell’innovazione didattica mediata dai linguaggi artistici nell'università e le direzioni per la progettazione di ambienti ed esperienze accademiche tramite la ricerca embodied. Concepito per il monitoraggio delle didattiche innovative del Corso di Laurea in Linguaggi Artistici per la Formazione all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, lo studio indaga le forme della didattica nell'esperienza incarnata, le sue potenzialità e le sue sfide. Attraverso un disegno di ricerca embodied, art-informed e cooperativo, l'indagine ha coinvolto studentesse e docenti del Corso. Gli incontri di ricerca sono stati strutturati come setting focalizzati sull’attivazione del corpo quale primo mediatore e via di accesso all'esperienza individuale. Quest’ultima è stata successivamente rielaborata tramite proposte materiche, grafiche e poetiche per la condivisione dei significati. I dati, integrati da un questionario digitale, sono stati analizzati secondo i cinque assi interpretativi dell’innovazione nei contesti educativi del Manifesto Una Scuola. Dall'analisi emerge il profilo di una didattica innovativa capace di armonizzare le tensioni contrapposte dell'esperienza universitaria (individuo-comunità, in presenza-a distanza, vincoli strutturali-opportunità). Si evidenziano le criticità e gli snodi per lo sviluppo dell'identità professionale in formazione, tracciando un orizzonte concreto per la progettazione didattica innovativa in ambito accademico.</span></p> Francesca Antonacci, Laura Corbella, Nicoletta Ferri Copyright (c) 2026 Francesca Antonacci, Laura Corbella, Nicoletta Ferri https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/718 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Coreografie vissute: leggere i segni, costruire i significati https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/753 <p>I modelli classici della progettazione formativa, influenzati dal Capability Approach, tendono a interrogarsi prioritariamente su cosa il soggetto “sia in grado di fare o di essere” (Nussbaum, 2011). Tuttavia, l'attuale scenario socio-educativo, fluido, complesso e sempre in mutamento (Iavarone, 2022), suggerisce un possibile rovesciamento di tale postura pedagogica: prima di indagare le potenzialità prestazionali, la relazione formativa deve chiedersi chi è il soggetto, rintracciandone la storia, i codici incarnati e le tracce esistenziali che ne definiscono l'unicità. Il presente contributo si colloca all'interno di questa cornice fenomenologica e embodied-based (Gomez Paloma, 2013), proponendo una declinazione semantica e operativa del costrutto di coreo-grafia come dispositivo didattico, educativo e terapeutico (Aruta, 2024). Da un lato, il termine evoca la dimensione del coreo (movimento, espressione corporea, generatività creativa); dall'altro, richiama l'istanza della grafia (segno, disegno, scrittura identitaria impressa sullo spazio e sul tempo). In questa prospettiva, l'esperienza psicocorporea e l'azione per-formativa della danza non rispondono a meri scopi esecutivi, ma si offrono come il locus e il medium primario attraverso cui l'individuo decodifica, abita e risignifica la propria matrice esistenziale, culturale, sociale, finanche digitale (Gemma &amp; Aruta, 2024). In linea con gli avanzamenti delle scienze bio-educative, che evidenziano come la plasticità, l'adattamento e i processi sensomotori umani siano biologicamente ancorati a un'esperienza corporea attiva e simulativa (Frauenfelder &amp; Santoianni, 2003; Gallese, 2014; Iavarone, 2024), le attività espressive dance-based vengono qui indagate come potenti metafore e pretesti per l'autoriflessione e l'autoconoscenza. L'azione coreografica agisce come un dispositivo di destabilizzazione positiva, finalizzato a “stanare” i soggetti dalla propria comfort zone, intesa come template difensivo di prevedibilità e passività del reale (Aruta &amp; Girardi, 2024). Attraverso la progettazione di ambienti di apprendimento embodied learning (Gomez Paloma, 2020), i soggetti sono messi nella condizione di dare forma all'astrazione, traducendo in coordinate motorie concetti complessi di natura etica, morale e sociale, legati alle loro storie personali e alla loro interpretazione del reale (Aruta, 2024). L'esperienza coreografica si offre così come un laboratorio di “risignificazione del Sé”, capace di fornire ai soggetti un varco incarnato di esplorazione delle proprie vulnerabilità, nonché di ridefinizione delle proprie relazioni e del proprio stare al mondo. In conclusione, l'obiettivo del presente contributo è quello di chiarire le potenzialità del corpo in movimento come un dispositivo di attraversamento intenzionale dei confini del rischio educativo, attraverso la co-costruzione di nuove aree di sviluppo prossimale ad ingaggio corporeo intersoggettivo e intrasoggettivo (Lebert &amp; Vilarroya, 2024; Pearce &amp; Miller, 2025).</p> Luigi Aruta, Francesco Girardi Copyright (c) 2026 Luigi Aruta, Francesco Girardi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/753 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Quando la parola non basta: accesso embodied e mediazione visuale nella narrazione di sé https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/640 <p>Le pratiche autobiografiche sono frequentemente utilizzate in ambito educativo come dispositivi trasformativi capaci di promuovere riflessività e consapevolezza. La scrittura autobiografica agisce come dispositivo di mediazione che organizza il vissuto secondo logiche di linearità e coerenza narrativa. Ma l’esperienza vissuta è frammentaria e, soprattutto in contesti segnati da fragilità, il linguaggio scritto può trasformarsi in una soglia di esclusione. A partire da queste premesse, il contributo propone una riflessione sull’ampliamento delle condizioni di accesso alla narrazione di sé attraverso pratiche autobiografiche incarnate e visuali. In particolare, il contributo prende in esame il metodo SPEX di Cristina Núñez. Attraverso l’autoritratto fotografico, nei laboratori SPEX vengono attivati processi di autorappresentazione all’interno dei quali il corpo diventa luogo di articolazione del vissuto, confine tra dentro e fuori. L’autoritratto fotografico funziona come una forma di mediazione embodied: il soggetto può vedersi dall’esterno, prendere distanza da sé e contemporaneamente riconoscersi attraverso frammenti corporei, posture, espressioni e dettagli che eccedono il linguaggio. All’interno dei laboratori SPEX, il corpo fotografato diventa una traduzione simbolica, reinterpretazione e re-significazione del corpo vissuto. Le pratiche autobiografiche embodied aprono così uno spazio pedagogico capace di ampliare le possibilità di accesso alla narrazione di sé.</p> Michele Baldassarre, Valeria Tamborra, Donatella Azzollini Copyright (c) 2026 Michele Baldassarre, Valeria Tamborra, Donatella Azzollini https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/640 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Body, reflexivity and educational citizenship: embodied practices for the dialogic construction of meaning https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/645 <p>The contribution is situated within a line of research that understands the body as a mediator of knowledge, identity and the educational relationship. The hypothesis that guides it is that bodily experiences do not in themselves generate ethical-civic learning, but can foster reflexivity, mutual recognition and citizenship where they are intentionally designed and supported by dialogic practices of re-elaboration. The body is not assumed here as an instrument or support for learning, but as an original condition through which the subject perceives, acts, interprets and communicates. Movement, gesture, posture and interaction with space, both physical and digital, acquire pedagogical value insofar as they convert experience into awareness, speech and responsibility. From this perspective, the dialogic dimension does not arise as an additional moment in relation to action, but operates as a device that gives form to bodily experience and makes its meanings shareable, even when the educational relationship is mediated by digital environments or by Artificial Intelligence. On this basis, the contribution proposes a model founded on the body-reflexivity-citizenship triad, articulated in three interdependent dimensions. The first, experiential, links the body to situated access to knowledge; the second, reflective-dialogic, entrusts its elaboration to sharing; the third, ethical-civic, concerns responsibility, listening, belonging and participation. What emerges is a contribution to that common grammar of Embodied Education in which the educational quality of bodily practices depends on intentional design, capable of enabling the student to recognise themselves as an embodied, relational and responsible subject. Embodied Education is therefore not positioned as an alternative to the digital, but as an experiential anchor that restores bodily depth to technologically augmented learning.</p> Antonio Balestra, Daniela Maggi, Michele Marangi Copyright (c) 2026 Antonio Balestra, Daniela Maggi, Michele Marangi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/645 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodied Emotion and Tinkering in the Training of Support Teachers. An Exploratory Study https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/702 <p><strong>: </strong>This paper explores the relationship between emotion and cognition in the training of support teachers, adopting embodied learning and tinkering as a theoretical and operational framework to understand the role of the body, action and reflection in teacher professionalism. The study is based on an exploratory survey conducted with TFA SOS/INDIRE trainees through a composite questionnaire addressing perceived stress, teaching self-efficacy, motivation, perceived emotional competence, emotion regulation strategies, self-compassion and the management of complex professional situations. The dataset includes 497 valid responses; the T1-T2 longitudinal reading was conducted on 132 matched cases. The approach is descriptive and exploratory: frequency tables, summary measures, variances, internal reliability indices and descriptive correlations are used to describe the observed sample, without generalizing findings to the whole population. The data show high scores in autonomous motivation, context reading, teaching self-efficacy and relationship management. Correlations indicate inverse associations between perceived stress and professional dimensions, especially stress/anxiety management and goal/priority orientation. The paper proposes an embodied-tinkering practical framework centered on bodily engagement, exploration, emotional resonance, guided reflection, documentation and transfer to inclusive practices.</p> Vincenza Barra, Antonio Giannone Copyright (c) 2026 Vincenza Barra, Antonio Giannone https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/702 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Parole embodied. L’educazione umanistica come formazione alla cittadinanza https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/725 <div> <p class="JIMTLT17abstract">Il contributo esplora il ruolo delle discipline umanistiche nella scuola secondaria come contesto privilegiato per la promozione di valori incarnati e pratiche di educazione alla cittadinanza, in un’ottica interdisciplinare che intreccia prospettive pedagogiche e socio-culturali. Infatti, nell’attuale panorama formativo spesso orientato al tecnicismo e alla misurazione delle performance, le discipline che allenano parola, interpretazione e memoria possono costituire un laboratorio di riflessività etica, dialogo generativo e partecipazione civica.</p> </div> <div> <p class="JIMTLT17abstract">Lo studio indaga come la narrazione — intesa come esperienza corporea, relazionale e simbolica — favorisca la costruzione di senso condiviso, responsabilità e appartenenza, configurandosi come pratica <em>embodied</em> di <em>citizenship education</em> e di sviluppo di consapevolezza democratica. In questo orizzonte, la competenza umanistica si trasforma in competenza etica e comunitaria, contribuendo alla formazione di soggetti capaci di integrare conoscenza, emozione e relazione.</p> </div> <div> <p class="JIMTLT17abstract">La ricerca adotta un disegno qualitativo-esplorativo in cui la costruzione dei dati, realizzata attraverso interviste semi-strutturate a 24 studenti e 12 docenti provenienti da diversi indirizzi liceali della scuola secondaria, si fonda su un processo di analisi emergente riconducibile all’approccio della <em>Grounded Theory</em>. Le interviste, orientate a far emergere vissuti e significati attribuiti alla narrazione come pratica <em>embodied</em> di apprendimento e di educazione civica, sono state esaminate mediante un processo progressivo di analisi e concettualizzazione dei dati, con l’intento di far affiorare nessi teorici e categorie interpretative.</p> </div> <div> <p class="JIMTLT17abstract">Dall’analisi si articolano tre nuclei problematici principali: la narrazione come esperienza senso-motoria e cognitiva integrata; la parola come spazio di riconoscimento valoriale; e il dialogo narrativo come luogo di costruzione di cittadinanza partecipata e responsabile. In tale prospettiva, il contributo delinea un possibile modello di pedagogia narrativa incarnata e interdisciplinare, capace di coniugare umanesimo, corporeità, responsabilità etica e cittadinanza, offrendo una cornice teorico-pratica per la progettazione di comunità educative riflessive, solidali e plurali.</p> </div> Valentina Berardinetti Copyright (c) 2026 Valentina Berardinetti https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/725 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Corpo, mente ed emozione: esperienze di vita civica col patrimonio di prossimità https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/678 <p>Il percorso di ricerca-formazione rivolto a docenti e studenti di scuola<br>primaria e secondaria di primo grado, valorizza apertura al territorio,<br>avvicinamento al patrimonio culturale, dialogo intergenerazionale e narrazione<br>attraverso la sperimentazione di pratiche di vita civica per lo sviluppo di<br>atteggiamenti e comportamenti volti all’attenzione, alla cura del patrimonio di<br>prossimità e del mondo (Pulcini, 2021). I temi della ricerca, patrimonio culturale,<br>cittadinanza ed educazione civica, hanno determinato l’approfondimento dei due<br>costrutti per il loro rapporto simbiotico e la connessione tra patrimonio culturale e<br>processo di costruzione dell’identità civica. L’ Art. 9 della Costituzione sollecita<br>l’impegno della comunità al rispetto del principio di equità intergenerazionale che<br>prevede la necessità di tutela delle risorse naturali, ambientali (e culturali) in<br>un’ottica futura. La L. n. 92/2019 e le Linee Guida per l’insegnamento<br>dell’educazione civica invitano la scuola alla cultura della responsabilità nel<br>riconoscimento dei valori e all’assunzione di comportamenti coerenti con la<br>Costituzione. La ricerca, con strategie mixed method, ha indagato, da un lato, le<br>concezioni dei docenti sulla connessione tra il patrimonio culturale e la<br>cittadinanza e l’impatto sulle conoscenze degli studenti nella percezione dei<br>docenti; dall’altro, la percezione degli studenti riguardo all’importanza<br>dell’approccio immersivo e l’impatto sulle conoscenze maturate.</p> Pierina Bertoglio Copyright (c) 2026 Pierina Bertoglio https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/678 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Corpo, esperienza e apprendimento. Una prospettiva embodied nei contesti di cura https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/673 <p>Il contributo propone una lettura pedagogica dell’apprendimento incarnato nei contesti di cura, interrogando il rapporto tra corpo, esperienza e costruzione di significato attraverso il dialogo tra pedagogia, fenomenologia e Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI). Muovendo dal superamento delle concezioni che separano la dimensione corporea dai processi di apprendimento, l’articolo sostiene che l’esperienza si configuri come un processo dinamico nel quale corporeità, costruzione di significato e trasformazione educativa si co-costruiscono continuamente. In questa prospettiva, le evidenze provenienti dalla PNEI non vengono assunte come spiegazioni esaustive dell’apprendimento, bensì come contributi capaci di rendere osservabili alcune delle modalità attraverso cui l’esperienza vissuta si inscrive nei processi biologici dell’organismo. La riflessione pedagogica è chiamata, invece, a interpretare i processi mediante i quali tali esperienze assumono valore formativo. Il contributo propone infine un modello teorico dell’apprendimento incarnato nei contesti di cura, evidenziando il ruolo della pedagogia nell’interpretazione dei processi di apprendimento e delineando possibili prospettive per future ricerche interdisciplinari.</p> Claudia Bevilacqua, Francesco Callipo , Maria Elena Tassinari Copyright (c) 2026 Claudia Bevilacqua, Francesco Callipo , Maria Elena Tassinari https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/673 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 High-Global-Involvement Experiences for Inclusive Learning https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/668 <h2> </h2> <h2> </h2> <h2> </h2> <p> </p> Francesca Bini Copyright (c) 2026 Francesca Bini https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/668 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Il corpo come primo territorio. Apprendimento incarnato e pratiche educative nei margini https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/626 <div><span lang="EN-US">A partire da un’etnografia di lunga durata (dal 2019) nella Fascia Trasformata ragusana – enclave serricola della Sicilia sud-orientale dove distese di serre in plastica coprono l’orizzonte, abitata da lavoratori migranti, prevalentemente rumeni e tunisini, in condizioni di isolamento, lavoro intensivo ed esposizione a ecologie tossiche – il contributo argomenta che l’apprendimento incarnato si produce con forza particolare nei territori attivamente marginalizzati. La particolarità del contesto sta in una doppia condizione: ingombrante se visto dall’alto, reso invisibile nella vita di chi lo abita. Qui il corpo lavoratore, migrante e bambino è insieme soggetto e oggetto di processi formativi non intenzionali: il territorio opera come dispositivo educativo che, attraverso la propria materialità, le architetture della monocultura e le pratiche di esclusione, struttura un curriculum nascosto territoriale ed educa alla separazione e all’invisibilità. Le pratiche osservate – mediazione linguistica, laboratorio musicale, teatro – emergono come contro-dispositivi <em>embodied</em> che intervengono sullo stesso piano corporeo. Integrando la prospettiva <em>embodied</em> con il paradigma del <em>cuerpo-territorio</em>, l’articolo assume la marginalità come questione teorica centrale, senza trasformare una privazione in risorsa.</span></div> Davide Bocchieri Copyright (c) 2026 Davide Bocchieri https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/626 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Quando il corpo entra a scuola. Educazione sessuo-affettiva, valorizza-zione delle differenze e ambivalenze del corpo docente https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/670 <div> <p class="JIMTLT17abstract">Il contributo interpreta la <em>Comprehensive Sexuality Education</em> (CSE) come pratica pedagogica in connessione con l’approccio dell’<em>Embodied</em> <em>Education</em> (EE) e dispositivo di valorizzazione delle differenze nella scuola italiana. Muove da una ricerca dottorale basata su 46 interviste semi-strutturate a docenti di diversi ordini scolastici, volta a esplorare rappresentazioni, pratiche, resistenze e bisogni formativi sull’educazione sessuo-affettiva. I risultati evidenziano uno scarto tra la presenza inevitabile di corpi, sessualità e relazioni nella vita scolastica e la difficoltà dell’istituzione a riconoscerli come dimensioni educative legittime. Pur attribuendo valore alla CSE, i docenti riferiscono impreparazione, timori di conflitto con le famiglie e maggiore disponibilità verso contenuti biologici e preventivi rispetto a piacere, identità di genere, orientamenti sessuali e pluralità familiari. In prospettiva <em>embodied</em>, tale selezione riguarda non solo i contenuti, ma il diverso riconoscimento dei corpi e delle soggettività. Una scuola più incarnata richiede quindi una formazione docente riflessiva, capace di interrogare rappresentazioni, linguaggi, emozioni e relazioni.</p> </div> Eleonora Bonvini Copyright (c) 2026 Eleonora Bonvini https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/670 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Affordances relazionali artificiali e co-costruzione del senso: prospettive per la formazione dell’educatore professionale https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/654 <p>L'integrazione crescente dell'intelligenza artificiale generativa (IAG) nei contesti educativi e formativi solleva interrogativi rilevanti riguardo alle modalità con cui i soggetti costruiscono significati e sviluppano competenze relazionali all'interno di ambienti sempre più ibridi. Muovendo dai quadri teorici dell'embodied cognition e della cognizione sociale enattiva, questo articolo esplora i processi di costruzione del significato che emergono dall'interazione tra utenti umani e sistemi di IAG. A tal fine, introduce il concetto di <em>affordances relazionali artificiali</em>, definite come le opportunità di coinvolgimento dialogico, continuità comunicativa e riconoscimento conversazionale offerte dai sistemi generativi e percepite dagli utenti come relazionalmente significative. L'articolo propone inoltre la nozione di co-costruzione asimmetrica del significato per descrivere quei processi interattivi nei quali il significato emerge nonostante l'assenza di reciprocità incarnata, vulnerabilità condivisa e autonomia esperienziale, dimensioni costitutive del <em>participatory sense-making</em> umano. Attraverso un confronto critico con la letteratura contemporanea, il contributo analizza le implicazioni pedagogiche di queste configurazioni relazionali emergenti. Un'attenzione particolare è dedicata alla formazione degli educatori professionali socio-pedagogici, evidenziando la necessità di sviluppare quadri interpretativi critici capaci di distinguere la responsività algoritmica dall'autentica reciprocità intersoggettiva. La riflessione mette infine in luce il valore educativo dell'alterità, dell'embodiment e della costruzione negoziata del significato quali dimensioni fondative dell'agire educativo e dello sviluppo professionale nelle società digitali contemporanee.</p> Pierangelo Bordigon, Enrico Miatto Copyright (c) 2026 Pierangelo Bordigon, Enrico Miatto https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/654 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 La vita oltre il progetto https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/750 <p>La presente stesura promuove, in forma sperimentale, un esercizio applicato al progetto di rifunzionalizzazione di un plesso scolastico presentato nella lavoro di tesi di Laurea in Architettura che coinvolge gli studi in ambiti scientifici diversi con lo scopo comune di ripensare l’educazione come fenomeno atmosferico. Si cerca di immaginare, considerando il suo carattere non effusivo, un’architettura intrusiva che vive di un metabolismo capace di contaminarsi dei movimenti che avvengono nel suo intorno. L’architettura in questo caso non esiste semplicemente ma sembra parlare all’individuo quando i suoi spazi vengono vissuti attraverso nuovi modi di abitare restando dormienti quando non vengono vissuti. A supporto di tale idea ne nasce l’esigenza di fortificare una riflessione già in atto attraverso una nuova grammatica emozionale che diventa il codice specialistico la cui lettura deve essere rimandata ad una più ampia narrazione che costituisce il carattere innovativo della disciplina dell’architettura degli interni che permette di passare dalla corporeità materica ad una dimensione immateriale che pone l’essere percipiente al centro degli attuali sistemi di relazione.</p> Marco Borrelli, Vincenzo Pagano, Mariantonia Cipolletta Copyright (c) 2026 Marco Borrelli, Vincenzo Pagano, Mariantonia Cipolletta https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/750 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Le sfide delle prospettive embodied, verso un pensiero ecologico https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/655 <div> <p class="JIMTLT17abstract">Sin dalla loro genesi, le linee di ricerca <em>embodied</em>, pur nella pluralità di correnti, convergono sull’ipotesi che la cognizione naturale sia radicata nel corpo e distribuita tra esso e l’ambiente. Quali sono oggi le sfide per una prospettiva nata dalla necessità di superare un modello dualista nella lettura del mondo? Il contributo propone tre dimensioni di cui l’approccio <em>embodied</em> è chiamato a farsi carico, da intendere non come ambiti distinti, ma sentieri che si intrecciano in un comune e complesso paesaggio.</p> </div> <div> <p class="JIMTLT17abstract">Nei luoghi educativi, l’<em>embodiment</em> problematizza la concezione trasmissiva dei saperi – supportata dalla scissione tra corpo, mente e ambiente – evidenziando come la conoscenza si co-costruisca attraverso un’azione creativa e situata.</p> </div> <div> <p class="JIMTLT17abstract">Nell’ambito tecnologico, la ricerca <em>embodied</em> può studiare la cognizione incarnata grazie ad agenti tecnologici che incorporano idee e teorie scientifiche, sviluppando una riflessione etica nella relazione tra umanità e tecnoscienza.</p> </div> <div> <p class="JIMTLT17abstract">Infine, si pone la questione che abbraccia e rilancia le altre: lo sviluppo di un pensiero ecologico, in grado di cogliere la reciprocità tra destino umano e terrestre, intrecciati in una storia di coevoluzione. Assumendo lo sguardo della complessità, capace di tenere insieme sfide molteplici senza pensarle separatamente, le linee <em>embodied</em> possono progettare un futuro abitabile, in cui l’esperienza umana si inscrive in una danza di interdipendenze ecosistemiche.</p> </div> Maria Brembilla Copyright (c) 2026 Maria Brembilla https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/655 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Il cammino come esperienza trasformativa: embodied education e formazione universitaria https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/741 <p>Nel dibattito contemporaneo sulla trasformazione della formazione universitaria permangono pratiche educativo-didattiche fondate su una concezione disincarnata dell’apprendimento, nella quale la costruzione del sapere risulta scissa dall’esperienza corporea, affettiva e situata. Il contributo interpreta il cammino come dispositivo pedagogico ed epistemico capace di ricomporre soggetto, conoscenza e mondo entro la prospettiva dell’<em>embodied education</em>. Lungi dal ridursi a un mero spostamento nello spazio, il camminare si configura come un’esperienza formativa di esposizione, decentramento e trasformazione, nella quale il movimento corporeo diviene movimento del pensiero e condizione di attenzione vigile, riflessiva e responsiva. Assume inoltre una valenza relazionale, pubblica e politica, poiché l’attraversamento dei luoghi rende percepibili vulnerabilità, disuguaglianze, memorie e risorse territoriali, sollecitando pratiche di cura e responsabilità. Attraverso l’osservazione lenta, la conversazione in movimento, la scrittura sul campo e la restituzione collettiva, il cammino si delinea altresì come forma di ricerca situata. In tale cornice, l’università può essere ripensata come istituzione porosa, capace di apprendere con i territori. Il Laboratorio del Cammino è assunto, infine, come esperienza emblematica di didattica itinerante, critica e socialmente responsabile, orientata alla co-costruzione del sapere e alla stabile integrazione del cammino nei curricoli universitari</p> Giambattista Bufalino Copyright (c) 2026 Giambattista Bufalino https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/741 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 From body to language: the 4Ps-R model as an embodied framework for regulatory readiness in early L2 pedagogy https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/677 <p> </p> <p> </p> <p> </p> Claudia Capaci, gabriella Ferrara, Giuseppe Battaglia Copyright (c) 2026 Claudia Capaci, gabriella Ferrara, Giuseppe Battaglia https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/677 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodied learning in the era of Artificial Intelligence and immersive technologies: corporeality, digital mediation, and cognitive artifacts for an innovative teaching process. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/660 <p> </p> <p> </p> Angelo Cappello Copyright (c) 2026 Angelo Cappello https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/660 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Formare i docenti per sviluppare l’agency degli studenti e > proteggerli dai rischi dei bias algoritmici https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/631 <p>Bisogna “allenare” gli studenti al pensiero critico, bisogna prepararli affinché riconoscano i rischi dell’Intelligenza Artificiale. L’<em>AI Act, </em>il regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale del 2024 e le <em>Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche</em>, pubblicate dal M.I.M., nel 2025, mettono in guardia dai possibili rischi causati dall’Intelligenza Artificiale rispetto alla salute, alla sicurezza individuale e collettiva e alla tutela dei diritti fondamentali.</p> <p>Per i giovani studenti i <em>bias</em> rappresentano un rischio davvero dannoso: non sono solo degli “errori di pensiero”, ma delle ingannevoli barriere allo sviluppo umano e collettivo. Quando un minore cresce nel pregiudizio, questo si cristallizza in schemi mentali che condizionano la sua identità e il suo modo di interagire con il mondo. L’IA addestrata su dati distorti può amplificare gli stereotipi di genere, di etnia e di status socioeconomico; lo scenario diventa ancor più catastrofico quando è lo stesso algoritmo a generare <em>output</em> distorti e potenzialmente nocivi.</p> <p>In un’ottica educativo-didattica è necessario formare i docenti affinché sappiano attivare l’<em>agentività </em>degli studenti e delle studentesse, generando in loro un atteggiamento di responsabilità e di fiducia verso l’Intelligenza Artificiale, anche perché non si può ignorare quanto l’IA possa essere utile al processo di apprendimento</p> Rosaria Capobianco Copyright (c) 2026 Rosaria Capobianco https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/631 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Debate, ambienti di apprendimento e intelligenza artificiale https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/646 <p><em>La diffusione dell'intelligenza artificiale generativa ha riaperto il dibattito sulla natura del ragionamento umano e sulle competenze che la scuola dovrebbe promuovere. Sebbene i sistemi di IA producano argomentazioni persuasive, essi operano senza esperienza corporea, partecipazione relazionale o coinvolgimento situato. Questa revisione tematica mette in dialogo tre filoni di ricerca, Embodied Cognition, Debate educativo e IA generativa, per verificare se la cognizione incarnata possa offrire una chiave interpretativa del valore educativo del Debate. L'analisi individua quattro dimensioni ricorrenti: il corpo come risorsa cognitiva, la cognizione situata, la regolazione emotiva e il ragionamento socialmente distribuito. Il confronto con l'IA è utilizzato come dispositivo interpretativo per evidenziare tali dimensioni, mostrando come il Debate costituisca un ambiente educativo nel quale il ragionamento prende forma attraverso azione, relazione e partecipazione. La revisione tematica conclude discutendo le implicazioni per la progettazione di ambienti di apprendimento che integrino l'IA senza rinunciare alle condizioni incarnate dello sviluppo del pensiero critico.</em></p> Rosa Carnevale Copyright (c) 2026 Rosa Carnevale https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/646 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 La physical literacy come dimensione fondativa dell’Indice per l’Embodied Education: architettura concettuale, lacune valutative e percorso di validazione https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/627 <p>Il presente contributo concettuale-metodologico propone la physical literacy come componente fondativa dell’Index for Embodied Education. A partire dalla letteratura sulla physical literacy, dalla cognizione embodied, dalla dinamica ecologica, dalla pedagogia enattiva e dagli studi scolastici sull’apprendimento autoregolato e cooperativo, l’articolo sviluppa un’architettura operativa per valutare il modo in cui i bambini si muovono, percepiscono, regolano, comprendono, narrano e condividono le esperienze corporee. L’argomentazione si articola intorno a tre obiettivi: reinterpretare la physical literacy attraverso una prospettiva embodied, ecologica ed enattiva; individuare le principali lacune degli strumenti valutativi esistenti; proporre un modello a sei domini per il contesto della scuola primaria. L’architettura comprende competenza motoria, consapevolezza corporea, motivazione e fiducia, conoscenza e comprensione, agency riflessiva e partecipazione relazionale. Strumenti quali CAPL-2, PPLI, PLAYself e MAIA-2 sono considerati come riferimenti parziali, non come soluzioni direttamente trasferibili, mentre i domini dell’agency riflessiva e della partecipazione relazionale richiedono una nuova operazionalizzazione. Viene infine delineato un percorso di validazione progressivo, comprendente Delphi panel, interviste cognitive, studio pilota, analisi fattoriale confermativa, attendibilità, invarianza di misura, validità convergente e discriminante, e criteri di fattibilità scolastica.</p> Ferdinando Cereda Copyright (c) 2026 Ferdinando Cereda https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/627 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Learning with Body, Mind and Heart: Teachers’ Perceptions of an Em-bodied Education Pathway in Early Childhood Education. An Explo-ratory Case Study https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/716 <p class="JIMTLT17abstract"><span lang="EN-US" style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">This article presents a predominantly qualitative exploratory case study of a year-long art project carried out in a pre-school in the province of Ancona, Italy. The framework combines Embodied Cognition, Embodied Education, atelier culture, and Universal Design for Learning. The data set consists of eight semi-structured questionnaires completed by eight teachers, comprising fifteen Likert-type items and three open-ended questions. Closed-ended data were analysed descriptively, whilst narrative responses underwent deductive-inductive reflexive thematic analysis. Teachers’ evaluations converged on participation, creativity, peer collaboration, inclusion and professional learning, with greater variation observed in relation to verbalisation and individual differences. Five themes emerged: bodily-material ecology; creative agency, error and confidence; multimodal meaning-making; inclusion and intersubjectivity; and the primacy of process and teaching professionalism. The discussion interprets the findings through the ten principles of the Grammar of Embodied Education.</span></p> Giulia Cesaroni, Anna Borrasi, Michela Cardillo Stagno, Annamaria Gentile, Antonio Cuccaro Copyright (c) 2026 Giulia Cesaroni, Anna Borrasi, Michela Cardillo Stagno, Annamaria Gentile, Antonio Cuccaro https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/716 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 «On the Side of Girls» Who «Throw Like Girls»: Embodied Education and Gendered Embodiment https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/713 <p>This paper explores the intersection of Embodied Education and Gendered Embodiment Theory, examining how differential bodily socialization from early childhood shapes the relationship between body, identity, and power. Drawing on Elena Gianini Belotti's <em>Dalla parte delle bambine</em>&nbsp;and Iris Marion Young's <em>Throwing Like a Girl</em>, it argues that the systematic restriction of girls' bodily expressivity constitutes a profound pedagogical harm—producing the conditions of vulnerability that gender-based violence exploits. In response, the paper presents <em>Fighting Self-Awareness</em>&nbsp;(ACF), a psychocorporal methodology developed at Roma Tre University and the Academic Network UN.I.RE, integrating martial arts, intersectional sociocultural analysis, mythopoiesis, and trauma-sensitive pedagogy within a feminist and decolonial framework to transform the body from a site of oppression into a ground of liberation.</p> Alessandra Chiricosta Copyright (c) 2026 Alessandra Chiricosta https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/713 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Dalle neuroscienze alla Scrittura d'esperienza di Lea Melandri: la "narratologia incarnata" nella didattica laboratoriale https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/712 <p>La prospettiva della <em>grounded cognition</em> consente di rileggere l'atto dello scrivere come un evento sensoriale e intercorporeo, capace di riattivare la memoria somatica e i vissuti rimossi. Il presente contributo delinea un quadro teorico che integra il paradigma della "narratologia incarnata" (Gallese &amp; Wojciehowski, 2011) con la pratica della "scrittura d’esperienza" teorizzata e sperimentata in Italia da Lea Melandri. Si propone una preliminare analisi critica volta a testare la trasferibilità di tale metodologia nel campo dell'Istruzione degli Adulti (IdA) per esplorare come la scrittura, come dispositivo di consapevolezza corporea, possa concorrere anche allo sviluppo di competenze trasversali e di cittadinanza nel percorso formativo di discenti e docenti adulti</p> cristina coccimiglio Copyright (c) 2026 cristina coccimiglio https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/712 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Oltre le parole: immagini, corpo e narrazione come dispositivi embodied di comunicazione generativa nei processi identitari e interculturali https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/647 <p>Il contributo si colloca nel quadro teorico dell’Embodied Education che interpreta apprendimento e conoscenza come processi incarnati in cui corpo, emozione e cognizione si intrecciano nell’esperienza. Integrando pedagogia esperienziale, approccio socioculturale, narrazione e fenomenologia del corpo, il lavoro richiama gli sviluppi dell’<em>embodied cognition</em>, paradigma che supera la dicotomia mente-corpo e riconosce il ruolo di azione, percezione e interazione nella costruzione della conoscenza. In tale prospettiva, le immagini attivano risonanza emotiva, memoria corporea e simbolizzazione, favorendo la costruzione identitaria di sé.</p> <p>Sul piano applicativo, viene presentata un’esperienza laboratoriale narrativa centrata sulla conoscenza di sé attraverso immagini evocative riferite a corpo ed emozioni. A partire da un brainstorming, viene costruita un’agenda di domande-stimolo che orienta il lavoro in piccoli gruppi come comunità di discorso e pratica, fino alla realizzazione di artefatti nati dalla riflessione su incertezze, desideri e vissuti emotivi dei partecipanti. Particolare attenzione è data ai contesti interculturali, nei quali immagini, corpo e narrazione possono favorire incontro con l’alterità, la decostruzione di stereotipi e la gestione trasformativa del conflitto.</p> <p>Il contributo evidenzia il potenziale dell’integrazione tra corpo, emozione, narrazione e relazione nel promuovere processi di apprendimento inclusivi, orientati alla costruzione di comunità educanti.</p> Paola Cortiana, Farnaz Farahi Copyright (c) 2026 Paola Cortiana, Farnaz Farahi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/647 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Index relazionale NAL (Natura–Anima–Loci) https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/639 <h2>La transizione ecologica richiede strumenti di ricerca capaci di rendere osservabili non solo gli apprendimenti, ma anche le relazioni tra persone, natura e territorio. Il contributo presenta l'Index Relazionale NAL (Natura–Anima–Loci), sviluppato nell'ambito della ricerca-azione PAESC School (INDIRE/EuCliPa.IT), per esplorare la relazione tra persona, natura e luogo attraverso le dimensioni dell'identità ambientale, dell'appartenenza territoriale e dell'agency civica. Il quadro teorico integra l'Embodied Inquiry (Somerville, 2010) con il principio della doppia materialità (CSRD/ESRS), interpretando la scuola sia come soggetto influenzato dalle trasformazioni ambientali sia come attore capace di contribuire alla rigenerazione territoriale. La ricerca adotta un approccio mixed methods che combina questionari, metodologie visuali e processi partecipativi. L'analisi di 730 questionari compilati da studenti della scuola secondaria evidenzia una progressiva attenuazione tra relazione con il vivente, appartenenza ai luoghi e capacità di azione, suggerendo che la connessione con la natura non si traduca automaticamente in partecipazione civica. I risultati indicano che l'Index Relazionale NAL costituisce uno strumento promettente per la valutazione delle relazioni socio-ecologiche nei contesti educativi e per il supporto alla governance educativa e territoriale.</h2> Isabelle de Maurissens, Maria Chiara Pettenati Copyright (c) 2026 Isabelle de Maurissens, Maria Chiara Pettenati https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/639 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Sinestesia educativa ed embodied cognition nella lettura poetica: uno studio quasi-sperimentale nella scuola secondaria di primo grado https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/726 <p>La crescente attenzione verso l’</p> <div><em>Embodied Education </em></div> <p>ha riaperto il dibattito sul ruolo della corporeità, della percezione e della pluralità dei linguaggi nei processi di apprendimento. In tale cornice, il contributo presenta gli esiti di una ricerca quasi-sperimentale volta a esplorare il potenziale della sinestesia educativa quale dispositivo di mediazione didattica applicato alla lettura poetica nella scuola secondaria di primo grado. Lo studio è stato sviluppato secondo un approccio qualitativo supportato da dati quantitativi a carattere descrittivo. L’analisi integrata di questionari, griglie osservative, relazioni narrative, diari riflessivi e focus group evidenzia un miglioramento del coinvolgimento, della partecipazione attiva, della presenza attiva dell’attivazione e della qualità delle interazioni educative. I risultati suggeriscono che la sinestesia educativa possa rappresentare una cornice progettuale efficace per ripensare l’educazione letteraria in chiave inclusiva, esperienziale e coerente con i più recenti orientamenti della ricerca pedagogica e delle politiche educative.</p> Orlando De Pietro, Antonella Nuzzaci, Alessandro Turano, Antonella Valenti Copyright (c) 2026 Orlando De Pietro, Antonella Nuzzaci, Alessandro Turano, Antonella Valenti https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/726 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodied Education and Artificial Intelligence: an integrated pedagogical model for the design of hybrid, inclusive and reflective learning environments in secondary schools https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/632 <p>This study analyses the integration of the embodied approach and artificial intelligence in educational contexts, investigating their effects on engagement, intrinsic motivation and school inclusion. The research, conducted at two upper secondary schools in the city of Naples, involved 180 students divided into an experimental group and a control group according to a quasi-experimental design. The experimental group took part in an 8-week educational intervention based on embodied activities, collaborative practices and guided use of generative artificial intelligence tools, whilst the control group followed traditional teaching activities. The study adopted a mixed-methods approach, integrating the Student Engagement Scale (SES), the Intrinsic Motivation Inventory (IMI), semi-structured interviews and classroom observations. The results highlight a significant increase in engagement and intrinsic motivation within the experimental group, with preliminary positive indications also regarding the participation of students with special educational needs. The qualitative analysis further shows that AI-supported embodied activities fostered active participation, collaboration, multimodal accessibility and metacognitive reflection. Overall, the study suggests that the integration of embodied education and artificial intelligence, when supported by intentional pedagogical design, can contribute to the creation of more inclusive, reflective and participatory learning environments.</p> Davide Di Palma Copyright (c) 2026 Davide Di Palma https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/632 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Corpo, mente e salute: l’eredità pedagogica di Alberto Manzi tra Embodied Education e One Health https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/729 <p>Il contributo esplora le connessioni tra l’<em>Embodied Education</em>, il concetto di <em>One Health</em> e il pensiero pedagogico di Alberto Manzi, al fine di delineare una proposta educativa capace di rispondere alle sfide ecosociali contemporanee. L’<em>Embodied Education</em> riconosce il corpo come luogo di conoscenza, relazione e costruzione di significati, valorizzando l’esperienza concreta, l’azione e la dimensione affettiva dell’apprendimento. Il paradigma <em>One Health</em> evidenzia invece l’interdipendenza tra salute umana, animale ed ecosistemica, promuovendo una visione integrata della sostenibilità e della giustizia sociale. In questa prospettiva, il contributo rilegge l’opera educativa di Alberto Manzi, mettendo in luce come la sua pedagogia del fare, del contatto diretto con la realtà e della responsabilità civica anticipi aspetti centrali sia dell’<em>Embodied Education</em> che dell’approccio <em>One Health</em>. Attraverso l’analisi delle sue pratiche didattiche situate, cooperative e corporee, lo studio evidenzia il potenziale di un’educazione orientata alla cura di sé, degli altri e dell’ambiente, considerate come tre dimensioni inseparabili per la promozione di una cittadinanza planetaria e di una consapevolezza ecologica.</p> Roberta Di Marco Copyright (c) 2026 Roberta Di Marco https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/729 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 La narrazione musicale incarnata per l’acquisizione di competenze linguistiche: traiettorie semplesse https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/689 <p>Nello sviluppo linguistico infantile, parola e suono si armonizzano all’interno di un processo comunicativo pre-verbale, in cui l’espressività corporea e sonora costituiscono una base fondamentale per la successiva strutturazione formale della lingua.</p> <p>Vygotskij, a tal riguardo, evidenzia che ogni funzione psichica superiore ha origine sociale e che il linguaggio, rientrante tra esse, nasce <em>inter homines</em> e viene interiorizzato attraverso pratiche comunicative cariche di senso affettivo e culturale, coerentemente con la prospettiva incarnata, che concepisce il <em>languaging</em> come <em>activité incarnée, interactive et située</em>.</p> <p>In tale ottica, la musica emerge come strumento privilegiato di costruzione linguistica, configurandosi quale forma dal potere vicariante: la mediazione didattica che ne deriva, passante per filastrocche e canti, potrebbe, ad esempio, stimolare la partecipazione attiva del discente, promuovendo, contestualmente, aspetti come la riflessione metalinguistica.</p> <p>L’integrazione tra parola, suono e gesto consentirebbe, dunque, di dar vita a un’esperienza linguistica incarnata, in cui l’apprendimento avvenga mediante il corpo e l’affettività.</p> <p>Strutturare percorsi flessibili e non lineari di questo tipo, in grado, dunque, di superare la dicotomia tra mente e corpo, troverebbe nel paradigma della semplessità, trasposto in ambito educativo, la cornice operativa di cui l’insegnante può servirsi.</p> <p>Muovendo da tali premesse, il lavoro presenta una prima riflessione su come la musica possa essere inscritta in percorsi educativi per la scuola dell’infanzia, al fine di potenziare l’acquisizione linguistica attraverso traiettorie semplesse rivolte a tutti e ciascuno.</p> Alessio Di Paolo, Andrea Monaco, Flavia Capodanno, Iolanda Zollo Copyright (c) 2026 Alessio Di Paolo, Andrea Monaco, Flavia Capodanno, Iolanda Zollo https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/689 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Riprogettare Unità di Apprendimento in ottica embodied con l’Intelligenza Artificiale Generativa https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/681 <p>L’Embodied Education riconosce al corpo un ruolo centrale nella costruzione del sapere, delineando percorsi in cui i processi mentali, la dimensione corporea e il contesto appaiono profondamente interconnessi. Il presente lavoro indaga le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IAG) nel sostenere il ripensamento delle Unità di Apprendimento (UdA) secondo una prospettiva embodied, mantenendo al centro la responsabilità progettuale e il giudizio professionale del docente. L’esperienza illustrata è maturata nell’ambito di un corso di formazione per docenti di scuola primaria, focalizzato sull’integrazione etica e critica delle tecnologie algoritmiche. A tal fine, è stato introdotto un modello ricorsivo strutturato in cinque momenti, di cui sono stati approfonditi con i docenti del corso solo i primi tre. Il lavoro è stato supportato da una GEM, una configurazione personalizzata di Gemini, istruita per affiancare gli educatori nella trasformazione di attività didattiche convenzionali in esperienze immersive, multisensoriali e situate. L’IAG viene così concepita come un mediatore cognitivo e creativo in grado di offrire spunti operativi, materiali e soluzioni inclusive. Attraverso una matrice comparativa, il contributo espone alcune traiettorie di riprogettazione in chiave incarnata, delineando al contempo possibili scenari per l’applicazione e il monitoraggio del modello proposto.</p> Martina Dicorato, Anna Maria Cuzzi, Francesco Pio Sarcina Copyright (c) 2026 Martina Dicorato, Anna Maria Cuzzi, Francesco Pio Sarcina https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/681 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodiment and Lexical Teaching in Spanish as a Foreign Language: A Transferable Model for Italian-Speaking University Students at Begin-ner Level https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/720 <p> </p> <p> </p> Floriana Di Gesù Copyright (c) 2026 Floriana Di Gesù https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/720 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 A Five-Phase Model at the Intersection of Embodied Cognition, Inclusion, and Situated Motor Learning https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/690 <p>Il contributo esamina il modello pedagogico a cinque fasi di Magnanini (2018) alla luce della prospettiva embodied, con l’obiettivo di indagarne la rilevanza didattica nelle scienze motorie. Il paradigma dell’Embodied Cognition consente di superare una concezione dell’attività motoria centrata sulla sola esecuzione tecnica o sulla prestazione, riconoscendola come esperienza situata in cui corporeità, emozione e ambiente concorrono alla costruzione della conoscenza (Ceciliani, 2018). In tale quadro, il corpo assume una funzione pedagogica essenziale, poiché rappresenta la dimensione attraverso cui il soggetto percepisce, agisce, entra in relazione e attribuisce significato all’esperienza (Gomez Paloma, Ascione &amp; Tafuri, 2016). L’ipotesi proposta è che il modello a cinque fasi possa essere interpretato come una struttura educativa coerente con una didattica incarnata. Esso articola il percorso motorio in momenti progressivi che sollecitano l’unità della persona nelle componenti sensoriali, affettive, cognitive e sociali, favorendo regolazione emotiva, motivazione, coinvolgimento attivo e apprendimento situato. Il richiamo ai principi di partecipazione, accessibilità e pari opportunità permette inoltre di leggere il modello come dispositivo inclusivo, capace di valorizzare le differenze individuali e promuovere contesti motori aperti a bisogni plurali, fragilità e percorsi educativi eterogenei (Magnanini, 2018; Sangalli &amp; Borgogni, 2025).</p> Marco D'Onofrio, Chiara Pannone, Thomas Manfredi Copyright (c) 2026 Marco D'Onofrio, Chiara Pannone, Thomas Manfredi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/690 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Le immagini come dispositivi educativi embodied dei processi narrativi interculturali https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/675 <p>La contemporaneità è caratterizzata da complessità multiculturale, a cui le pratiche pedagogiche devono adeguarsi per formare le future generazioni. In tal senso, l’Embodied Education rappresenta una prospettiva utile per racchiudere le molteplici dimensioni dell’essere umano. A partire da una concezione esperienziale, socioculturale e narrativa, uno dei dispositivi <em>embodied </em>è l’immagine, su cui si concentra il presente contributo. Integrando l’embodied education con l’embodied cognition, la fotografia può infatti divenire pratica trasformativa, come nelle dinamiche del <em>photovoice</em>. Sul piano applicativo, vengono presentati dispositivi basati sull’integrazione di immagini, corpo e narrazione in contesti formativi, interculturali e di relazione d’aiuto, inclusa la rielaborazione autobiografica: sequenze fotografiche per rievocazione esperienziale, immagini come stimoli proiettivi, pratiche dialogiche orientate all’ascolto attivo, dispositivi simbolici per la trasformazione del conflitto. Il digitale viene ripensato non come strumento trasmissivo, ma come spazio relazionale e narrativo capace di amplificare o comprimere le dimensioni emotive dell’esperienza, aprendo alla narrazione incarnata mediata da immagini, video e storytelling digitale. Nei contesti interculturali, tali dispositivi favoriscono l’incontro con l’alterità e la decostruzione di stereotipi. Il conflitto, pertanto, è reinterpretato come opportunità di apprendimento se sostenuto da pratiche dialogiche consapevoli.</p> Farnaz Farahi, Matteo Adamoli, Michele Marangi Copyright (c) 2026 Farnaz Farahi, Matteo Adamoli, Michele Marangi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/675 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Outdoor Education come opportunità di inclusione Un ambiente potenziale per bambini con background migratorio https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/657 <p>Il contributo analizza il valore pedagogico dell’<em>Outdoor Education </em>come dispositivo inclusivo nei contesti educativi caratterizzati da eterogeneità culturale e linguistica. A partire dal paradigma dell’E<em>mbodied Education </em>e dai contributi della psicologia ecologica, si indaga il ruolo dei materiali naturali non strutturati — in particolare tronchi d’albero collocati negli spazi esterni scolastici — come mediatori di esperienze di apprendimento corporeo, relazionale e significativo. Attraverso l’analisi di un’esperienza condotta presso la Scuola dell’Infanzia capitolina “Filastrocca Impertinente” di Roma, il contributo evidenzia come l’interazione con tali materiali favorisca lo sviluppo motorio, il gioco simbolico, l’autoregolazione e la costruzione di competenze socio-emotive. Particolare attenzione è rivolta al potenziale inclusivo degli ambienti naturali, che consentono ai bambini con <em>background</em> migratorio di partecipare attraverso linguaggi non verbali e condivisi, promuovendo appartenenza e riconoscimento reciproco.</p> Maura Ferrara, Roberta De Horatis, Gabriella Scicolone Copyright (c) 2026 Maura Ferrara, Roberta De Horatis, Gabriella Scicolone https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/657 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Neuroscienze e formazione iniziale degli insegnanti: i quattro pilastri dell’apprendimento nelle pratiche degli studenti del Percorso 60 CFU https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/623 <p><span style="font-weight: 400;">Il contributo discute l’introduzione del modello dei quattro pilastri dell’apprendimento di Stanislas Dehaene (attenzione, coinvolgimento attivo, feedback, consolidamento) all’interno dell’insegnamento di «Progettazione didattica» del Percorso 30/60 CFU per la formazione iniziale degli insegnanti dell’Università dell’Insubria. A partire da una cornice di Evidence Based Education, viene presentato il dispositivo didattico costruito intorno a un Padlet condiviso, inteso non come semplice repository, ma come artefatto cognitivo distribuito nel quale oltre centottanta corsisti, già docenti in servizio o aspiranti tali, hanno depositato pratiche, micro-strategie e riflessioni riferite a ciascuno dei quattro pilastri. L’analisi qualitativa delle annotazioni mostra come il Padlet abbia funzionato da spazio ibrido di mediazione tra evidenze neuroscientifiche e saperi professionali situati, dando vita a una rete di scambio di buone pratiche che resta accessibile ai partecipanti anche al termine del corso. Si argomenta che, in una prospettiva di mente estesa applicata alla formazione iniziale, l’artefatto digitale persistente costituisce una governance leggera dell’apprendimento professionale che prolunga la comunità di pratica oltre i confini formali dell’aula universitaria.</span></p> Letizia Ferri Copyright (c) 2026 Letizia Ferri https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/623 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Dalla semplice esposizione alla riconnessione ambientale incarnata https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/629 <div class="my-[1px]"> <div class="py-[3px] whitespace-pre-wrap u-break-words"> <p>Il lavoro mette in discussione l'assunto secondo cui trascorrere del tempo in ambienti naturali generi automaticamente sensibilità ecologica o atteggiamenti pro-ambientali. La ricerca suggerisce che l'esposizione da sola non favorisce necessariamente il senso di connessione con la natura, l'identità ecologica o comportamenti ambientalmente responsabili (Collado &amp; Corraliza, 2015; Hinds &amp; Sparks, 2008; Pirchio et al., 2021). Al contrario, la consapevolezza ecologica emerge attraverso l'interazione tra esperienza corporea, emozione, riflessione, costruzione di significato e mediazione educativa.<br>Il contributo persegue un duplice obiettivo: definire il costrutto di Riconnessione Ambientale Incarnata e proporre l'omonimo modello (Embodied Environmental Reconnection Model - EERM), sviluppato attraverso una revisione critica dell'Outdoor Education Tree di Priest. Il modello identifica quattro processi cardine - Consapevolezza Corporea, Risonanza Affettiva, Costruzione di Significato e Relazione Ecologica - attraverso i quali le esperienze ambientali possono trasformarsi in connessione ecologica, identità e agency, offrendo un quadro di riferimento per la progettazione educativa orientata alla sostenibilità.</p> <p>&nbsp;</p> </div> </div> Francesca Finestrone Copyright (c) 2026 Francesca Finestrone https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/629 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 “Il problema del corpo” nei contesti di formazione https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/625 <p class="western" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il seguente articolo indaga la complessa collocazione della corporeità nei contesti formativi, analizzandone la transizione da oggetto di disciplinamento a baricentro di un’epistemologia dell'esistenza. Attraverso un excursus che muove dalla crisi del pensiero occidentale, il testo evidenzia la necessità di una ‘re-incarnazione’ del sapere che integri le istanze della fenomenologia con le più recenti acquisizioni della Embodied Cognition e delle neuroscienze. In questa cornice, il corpo non è più inteso come mera </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>res extensa</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, ma come </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>Leib</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">: un corpo-soggetto vitale, luogo della cura e della testimonianza desiderante. L’articolo presenta, dunque, la danzamovimento terapia (DMT) come un dispositivo pedagogico d’elezione, riportando la proposta di itinerari laboratoriali condotti presso l’Università di Palermo. Tali pratiche dimostrano come il recupero della dimensione estetica e cinestetica possa trasformare l'aula in uno spazio di sintonizzazione affettiva, favorendo nei futuri educatori lo sviluppo di una presenza autentica e di una prassi formativa olistica e trasformativa.</span></p> Antonina Eugenia Ferruzza Marchetta Copyright (c) 2026 Antonina Eugenia Ferruzza Marchetta https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/625 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Corporeità e apprendimenti: il Body-Semantic Scaffolding come ponte transdisciplinare tra cognizione e movimento https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/701 <p>Alla luce della prospettiva dell’<em>Embodied Cognition</em>, l’apprendimento si configura come un processo profondamente radicato nell’esperienza corporea, nell’azione situata e nell’interazione dinamica tra individuo e ambiente. In questa cornice teorica, il corpo non rappresenta un semplice supporto dell’attività cognitiva, ma una struttura epistemica attraverso cui il bambino costruisce significati, organizza il pensiero e consolida l’apprendimento. Le recenti evidenze provenienti dalle neuroscienze cognitive e dalla ricerca educativa indicano infatti come i processi di comprensione, memoria e concettualizzazione siano strettamente connessi alle esperienze senso-motorie. Il contributo evidenzia come la corporeità possa svolgere una funzione di mediazione cognitiva nei processi di apprendimento, configurandosi come <em>Body-Semantic Scaffolding. </em>Attraverso un approccio teorico-argomentativo, che analizza i contributi delle neuroscienze cognitive e dell’<em>embodied cognition</em>, con riferimento all’<em>enactment effect</em>, lo studio intende definire il Body-Semantic Scaffolding quale processo in cui l’esperienza corporea funge da impalcatura per la costruzione e il consolidamento dei concetti. In questa prospettiva, la corporeità favorisce apprendimenti più significativi e duraturi, richiedendo un'integrazione delle competenze professionali dei docenti in ottica di co-progettazione didattica. In tale contesto, gli specialisti in Scienze Motorie contribuiscono alla progettazione di ambienti di apprendimento che promuovono non solo gli apprendimenti disciplinari, ma anche lo sviluppo di competenze trasversali, cognitive, relazionali e socio-emotive.</p> Pasqualina Forte, Elisa Pugliese, Paola Pela, Carmela Matrisciano, Cristiana D'Anna Copyright (c) 2026 Pasqualina Forte, Elisa Pugliese, Paola Pela, Carmela Matrisciano, Cristiana D'Anna https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/701 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Learning Europe: Embodied European Citizenship Education through Democratic Participation, Mobility and Educational Communities https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/649 <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> Paolo Frignani Copyright (c) 2026 Paolo Frignani https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/649 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Il CLIS: un modello integrato di apprendimento situato https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/693 <p style="font-weight: 400;">“Didattica innovativa, inclusiva e cooperativa” è un progetto di ricerca che ha l’obiettivo di prevenire i disagi cognitivi ed emotivi favorendo l’inclusione globale. L’itinerario si basa &nbsp;sulla combinazione generativa di tre metodi che intervengono nella promozione di: successo formativo, benessere, cooperazione, responsabilità sociale. Lesson Study, Service Learning e Cooperative Learning, incardinati&nbsp; nella&nbsp; piattaforma di “Index for Inclusion,” si integrano con funzione propulsiva strutturando CLIS ( Cooperation, Learning, Inclusion, Service), &nbsp;un metodo che garantisce il dialogo costante tra corpo, spazio, emozione e cognizione. Con CLIS si intende insegnare ad abitare e vivere il proprio corpo e lo spazio esterno sollecitando riflessioni e narrazioni eticamente fondate, nonchè attività di servizio nella comunità. Pertanto CLIS si colloca nell’orizzonte dell’embodied education. I destinatari dell’intervento&nbsp; di ricerca, di natura mixed method, sono due classi terze della scuola primaria ed i rispettivi genitori; la ricerca&nbsp; si avvale anche di un gruppo di controllo. &nbsp;&nbsp;Gli strumenti utilizzati sono questionari a scala Likert e griglie di osservazione qualitativa. I risultati preliminari mostrano un incremento significativo, nei diversi indicatori considerati. Emblematica risulta l'esperienza didattica, realizzata presso Palazzo Abatellis, in cui il museo viene reinterpretato come spazio educativo embodied e luogo di mediazione culturale tra scuola, famiglia e territorio.</p> <p style="font-weight: 400;">&nbsp;</p> Aurora Fumo Copyright (c) 2026 Aurora Fumo https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/693 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Formare alla relazione. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/662 <p class="JIMTLT17abstract"><span lang="EN-US">Nel dibattito contemporaneo sull’inclusione scolastica, l’adozione del modello ICF ha contribuito a promuovere una lettura multidimensionale della disabilità e dei processi educativi, rafforzando l’attenzione verso il funzionamento umano, i contesti e la progettazione integrata. Parallelamente, la figura dell’insegnante specializzato in attività di sostegno è stata progressivamente interpretata come una figura di sistema, chiamata a operare all’interno di reti educative complesse, tra progettazione collegiale, raccordo con i servizi e mediazione istituzionale. Tale evoluzione, tuttavia, rischia talvolta di lasciare in secondo piano la dimensione emotiva, relazionale ed esperienziale della professionalità docente. Già Carl Rogers evidenziava il rischio di una formazione dell’insegnante eccessivamente centrata sugli aspetti cognitivi e razionali, incapace di valorizzare adeguatamente autenticità, empatia e qualità della relazione educativa. Il contributo propone una riflessione teorica orientata a una possibile revisione dei percorsi di specializzazione per il sostegno didattico, sostenendo la necessità di rafforzare la formazione affettivo-relazionale dell’insegnante attraverso, ad esempio, una profonda ristrutturazione delle attività laboratoriali. I laboratori vengono qui concepiti non come semplici spazi tecnico-applicativi, ma come contesti esperienziali orientati alla riflessività professionale, alla simulazione situata, alla supervisione pedagogica e allo sviluppo delle competenze emotive incarnate (“embodied”). In tale prospettiva, alcuni contributi provenienti dalla Compassion Focused Therapy di Paul Gilbert — assunti con prudenza e come riferimento teorico complementare, pur nella distinzione tra ambito clinico e pedagogico — possono offrire spunti utili rispetto ai temi della regolazione emotiva, della gestione della vulnerabilità e della costruzione di relazioni educative non giudicanti. Analogamente, il paradigma della Social and Emotional Learning (SEL) evidenzia il ruolo centrale delle competenze socio-emotive nei processi di apprendimento e inclusione. L’obiettivo del contributo è aprire una riflessione sul rapporto tra formazione docente e inclusione scolastica, evidenziando la necessità di riportare al centro della preparazione dell’insegnante specializzato la relazione educativa quale fondamento essenziale dei processi inclusivi.</span></p> Francesco Luigi Gallo, Arturo Puoti Copyright (c) 2026 Francesco Luigi Gallo, Arturo Puoti https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/662 Tue, 06 Oct 2026 00:00:00 +0000 Learning to Learn and Embodied Education: Perspectives on Teacher Education at the Intersection of Cognition, Emotions and Body https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/749 <p>Learning to Learn is central to educating citizens capable of navigating complex, uncertain and ever-changing contexts. Although recognised in European documents as a key competence for lifelong learning, it remains difficult to translate into intentional teaching practices, as it cannot be reduced to the acquisition of strategies or study methods, but encompasses (meta)cognitive, emotional, motivational and social processes. Drawing on previous research on Learning to Learn in schools and on teacher education within an Italian context, this paper examines some dimensions of this competence in terms of their pedagogical applicability and their potential intersection with Embodied Education, focusing on dimensions shared by the two perspectives on educational experience. This discussion provides an opportunity to explore some of the educational challenges that the call for effective synergy between cognition, emotions and bodily experience in teaching may pose to teachers and their conceptions of learning.</p> Annamaria Gentile, Agnese Vezzani, Lucia Scipione, Paola Damiani Copyright (c) 2026 Annamaria Gentile, Agnese Vezzani, Lucia Scipione, Paola Damiani https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/749 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Inclusione e ricerca incarnata. L’Embodied Inquiry come postura metodologica verso la giustizia epistemica https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/728 <p><span style="font-weight: 400;">Il contributo indaga le implicazioni metodologiche aperte dalla postura metodologica dell’Embodied Inquiry all’interno della ricerca inclusiva. Muovendo dalle recenti scoperte articolazioni dell’approccio embodied, che configurano la cognizione come fenomeno distribuito e radicato nel corpo, l’articolo esplora le riconfigurazioni epistemologiche e procedurali che tale paradigma comporta nell'attività di indagine. L’intento è quello di mostrare come ricollocare il corpo all’interno della ricerca, attraverso l’impiego di strumenti creativi e performativi capaci di accogliere “voci” e identità incarnate, permetta di valorizzare la competenza esperienziale che proviene dai margini, specialmente quando i canali verbali risultano limitati . Proprio la valorizzazione delle dimensioni corporee e l’atto di “dare voce” alla carne nell’Embodied Inquiry si configurano come dispositivi in grado di salvaguardare il contributo alle pratiche di generazione epistemica&nbsp; delle persone con disabilità, sottraendo la loro presenza al rischio di essere ridotta a mero meri token di presenza.</span></p> Giovanni Gottardo, Alessandra Romano Copyright (c) 2026 Giovanni Gottardo, Alessandra Romano https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/728 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Creative Thinking and Teacher Training: Systematic Review of the International Literature https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/651 <p class="JIMTLT17abstract"><span lang="EN-US" style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Garamond',serif;">In recent years, creative thinking has been recognized as a key competence for 21st-century education and for the development of knowledge societies (Robinson, 2001; PISA, 2022). Creativity is now understood as a widespread and developable capacity, supported by inclusive educational contexts characterized by positive relationships between teachers and students, which favor autonomy, exploration and active participation (Craft, 2005; Kaufman &amp; Sternberg, 2010; Starko, 2021). Despite such increasing attention, research has focused primarily on students' creativity, neglecting the role of teachers' creative thinking and its connection to teaching practices. Promoting creativity in students requires teachers capable of adopting flexible, innovative approaches open to the unpredictability of educational processes (Craft, 2001; Starko, 2021). In this perspective, simple teaching (Sibilio, 2014, 2023) interprets teaching as a dynamic and adaptive system, oriented towards the management of complexity and the enhancement of plural paths. Starting from these premises, a systematic review of the international literature (2020–2026) was conducted according to the PRISMA protocol, analyzing 20 studies. The results highlight that creative thinking training cannot be limited to the development of technical skills, but requires an integrated approach that includes reflective, socio-emotional and psychological dimensions, underlining the need to rethink teacher training in a systemic way.</span></p> Naomi La manna, Maurizio Sibilio Copyright (c) 2026 Naomi La manna, Maurizio Sibilio https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/651 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodied education e epistemologia della complessità https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/691 <p>Il presente contributo interpreta l’embodied education alla luce dell’epistemologia della complessità. Nella prima parte si richiamerà la cornice teorica dell’epistemologia della complessità, evidenziando come il soggetto possa essere concepito come un sistema vivente autoorganizzato capace di valutarsi e la classe come un campo relazionale animato da dinamiche non lineari. Particolare attenzione sarà dedicata al concetto di <em>we-feeling</em> di Kurt Lewin per le sue implicazioni nei processi di apprendimento in prospettiva embodied. La seconda parte è dedicata a una sperimentazione didattica, assunta come caso paradigmatico utile a evidenziare la fecondità interpretativa del framework proposto, mostrando come una gestione più flessibile del rapporto tra corpo, spazio e apprendimento possa favorire la costruzione di ambienti educativi capaci di accrescere la presenza soggettiva degli studenti.</p> Federico Lattanzi, Stefano Polenta Copyright (c) 2026 Federico Lattanzi, Stefano Polenta https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/691 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Insegnare è comunicare: una esperienza di embodied microteaching nella pratica laboratoriale del tirocinio indiretto dei PeF (Dpcm 4/8/23) https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/715 <p><span class="s18">Il contributo vuole investigare quanto sia necessario che uno stile di insegnamento, per risultare efficace e comunicativo, non possa che essere </span><span class="s22">embodied</span><span class="s18">. Il ragionamento esamina dapprima gli assiomi della comunicazione per dimostrare quanto i futuri docenti debbano averne piena consapevolezza perché sapere ed essere competenti non è sufficiente a rendere la comunicazione didattica efficace. Occorre perciò fornire ai docenti in formazione iniziale, oltre alle necessarie competenze disciplinari e pedagogiche, anche quelle relative alla gestione della comunicazione e alla dimensione </span><span class="s22">embodied</span><span class="s18"> della relazione didattica. L'insegnamento passa infatti attraverso il nostro ‘corpo docente’: dipende da come siamo presenti nello spazio classe, dalla nostra postura, dal tono e ritmo con cui moduliamo la nostra voce. Il nostro agire didattico prende inevitabilmente una forma incarnata che determina la modalità e qualità della relazione con gli studenti e la loro partecipazione. All'interno del tirocinio indiretto, previsto dai nuovi percorsi formativi per i docenti della secondaria, sono state realizzate delle esperienze di microteaching che hanno permesso ai corsisti di sperimentare in prima persona e tra pari, quanto ogni aspetto corporeo (paraverbale e non verbale) determini l'efficacia del loro agire professionale. Una pratica che ha permesso loro di comprendere in modo incarnato le dinamiche dell'agire educativo e la necessità di possedere competenze relazionali, comunicative e socio-emotive.</span></p> Cecilia Lopriore Copyright (c) 2026 Cecilia Lopriore https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/715 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Towards an Index for Embodied Education: a preliminary matrix of indicators for inclusive feasibility https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/636 <p>This paper takes as its hypothesis that the move from a theoretical awareness of Embodied Education to its actual application in teaching does not depend solely on teachers' favourable attitudes, but on the integrated configuration of training-related, organisational, spatial, methodological and cultural factors that condition its feasibility in real educational settings. From this perspective, embodied inclusion is understood as a design criterion capable of affecting participation, the accessibility of activities and the quality of learning environments. Building on an earlier exploratory questionnaire-based survey conducted at e-Campus University, within the fifth cycle of the 30-CFU qualification pathways under Article 13 (2025), the paper examines the gap between recognising the educational value of the body and movement and their actual integration into classroom practice. The paper re-reads this evidence as a set of indicators of perceptions, declared practices, perceived barriers, training needs, and conditions for the adoptability of Embodied Education, also with a view to subsequently extending the investigation to teachers already in service across schools of different types and levels. The methodology comprises an exploratory re-analysis of the data collected through the questionnaire, oriented towards identifying those indicators alongside the operational proposals connected to the feasibility of Embodied Education. The innovative element lies in constructing a preliminary matrix of inclusive feasibility for Embodied Education, derived from the dimensions of the survey instrument and oriented towards observable indicators relating to teacher education, instructional design, participation, accessibility, environments, bodily and multimodal mediators, technologies, and organisational culture. The matrix is intended as an exploratory and interpretive–operational device that may contribute to defining the Index for Embodied Education.</p> Daniela Maggi, Antonio Balestra, Cristiano Zappa, Giulia Rocchi, Paola Cortiana Copyright (c) 2026 Daniela Maggi, Antonio Balestra, Cristiano Zappa, Giulia Rocchi, Paola Cortiana https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/636 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Dal sapere teorico all’azione concreta: rileggere il ruolo della Funzione Strumentale per l’inclusione attorno al Progetto di Vita attraverso la Embodied Cognitive Science https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/669 <p>Il contributo presenta gli esiti di un’indagine esplorativa volta a definire un profilo specifico, assente nella normativa e poco esplorato nella letteratura di riferimento, dei docenti con Funzione Strumentale per l’Inclusione. Attraverso le aspettative dei docenti di sostegno in formazione, indagate con un questionario quali-quantitativo al termine di un’attività laboratoriale appositamente strutturata, è stato possibile tracciare un profilo di competenze attese che confermano la centralità del ruolo delle Funzioni Strumentali nei processi inclusivi. Queste figure sono riconosciute come in grado di organizzare il contesto, avere una visione di sistema ma anche di condurre azioni formative per i colleghi soprattutto per gli aspetti legati al Progetto di Vita. La prospettiva dell’<em>Embodied Cognitive Science&nbsp;</em>consente di rileggere gli esiti dell’indagine e di riconoscere la possibilità di strutturare spazi per implementare le competenze progettuali dei docenti nell’ottica della formazione continua e dello sviluppo professionale. La formazione condotta dai docenti con Funzione Strumentale si configura come momento di crescita dell’intera comunità di apprendimento che, nella condivisione delle esperienze e delle prassi agite, permetterebbe di arricchire di significato il sapere teorico appreso nella formazione iniziale. Allo stesso tempo, strutturare questi momenti formalizzandoli come caratterizzanti il ruolo delle Funzioni Strumentali, permetterebbe di qualificare ulteriormente il profilo di tali docenti nell’ambito dei processi inclusivi della scuola.</p> Maria Antonietta Maggio Copyright (c) 2026 Maria Antonietta Maggio https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/669 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 The Motor Fairy Tales: an Embodied Strategy https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/684 <div> <p class="JIMTLT17abstract"><span lang="EN-US">This contribution proposes a reinterpretation of motor fairy tales as a pedagogical dispositif within Embodied Education, conceiving the body as an epistemic matrix of learning (Varela, Thompson &amp; Rosch, 1991; Lakoff &amp; Johnson, 1999; Wilson, 2002). From this perspective, knowledge emerges from the dynamic interaction among body, environment, and experience, aligned with Embodied Cognition and embodied simulation (Gallese, 2007; Barsalou, 2008). Through a theoretical-interpretative analysis, the study identifies the recurring categories of motor fairy tales, framing them within an embodied educational grammar (Gomez Paloma, 2013; 2016). These categories are reorganized into an interpretative model across three interdependent levels (narrative structure, embodied experience, and pedagogical mediation), understanding motor fairy tales as a complex learning dispositif. The model is operationalized through interpretative grids with a heuristic and design-oriented function, translating theoretical categories into observable dimensions for instructional design in primary education. The resulting framework integrates cognitive, bodily, emotional, and relational dimensions within a unified learning process, ultimately advancing a perspective of learning as a situated, multimodal, and distributed process.</span></p> </div> Angela Magnanini, Marta Sánchez Utgé Copyright (c) 2026 Angela Magnanini, Marta Sánchez Utgé https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/684 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Città che narrano, bambini che abitano. Corporeità, narrazione e sostenibilità nelle learning cities. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/719 <p>La sostenibilità si configura come paradigma formativo capace di ridefinire processi educativi; in questa cornice il costrutto delle learning cities interpreta la città come contesto e soggetto educativo (Knepple Carney et al., 2021). L’esperienza urbana vissuta dai bambini assume una dimensione corporea, in cui le pratiche quotidiane diventano esperienze di cittadinanza.</p> <p>La narrazione consente di dare forma alle esperienze vissute (D'Aprile &amp; Bufalino, 2024). Essa si configura come processo formativo embodied, in cui identità, emozioni e relazioni si costruiscono attraverso il racconto dell'esperienza corporea nello spazio urbano (Sgambelluri, De Domenico, Placanica, 2025).</p> <p>L'intersezione tra learning cities, corporeità e narrazione genera un modello pedagogico in cui la città apprende attraverso le storie incarnate dei suoi abitanti (Lazzarini, 2016). L'Analisi Tematica di Braun e Clarke (2006) offre il quadro metodologico per organizzare e interpretare tali narrazioni, evidenziando temi ricorrenti e valori connessi alla sostenibilità. Il contributo presenta gli esiti di un laboratorio nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (A.A. 2025/2026) dell’Università degli Studi di Palermo, in cui futuri insegnanti hanno raccolto e analizzato, tramite interviste e diari di bordo, le narrazioni dei bambini sui luoghi urbani, mettendo in luce il loro ruolo nella costruzione di città più sostenibili, inclusive e partecipative.</p> Lucia Maniscalco, Cristina Giorgia Maria Pia Pinello Copyright (c) 2026 Lucia Maniscalco, Cristina Giorgia Maria Pia Pinello https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/719 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Attività fisica, rendimento accademico e attenzione nell'istruzione universitaria: effetti delle pause attive consapevoli in uno studio controllato https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/708 <p class="isselectedend" style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">Background.</span></strong> L'esposizione prolungata a contesti di apprendimento sedentari può compromettere il funzionamento attentivo degli studenti universitari. Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse verso interventi che integrano attività fisica e mindfulness, ma le evidenze relative ai loro effetti sulle funzioni esecutive e alla relazione tra attività fisica abituale, attenzione e rendimento accademico risultano ancora limitate. <strong><span style="font-weight: normal;">Obiettivi.</span></strong> Il presente studio si è proposto di: (a) esaminare l'associazione tra livelli abituali di attività fisica, rendimento accademico e prestazioni attentive; (b) valutare gli effetti di una <strong><span style="font-weight: normal;">Mindful Active Break (MAB)</span></strong> sul controllo inibitorio durante una lezione universitaria. <strong><span style="font-weight: normal;">Metodo.</span></strong> Hanno partecipato allo studio 70 studenti universitari iscritti al Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione. È stato adottato un disegno a misure ripetute con due sessioni: una condizione di controllo senza pausa attiva e una condizione sperimentale nella quale è stata introdotta una Mindful Active Break di 15 minuti comprendente esercizi di consapevolezza corporea, attività aerobica cognitivamente impegnativa e respirazione mindful. Le prestazioni attentive sono state valutate mediante un Attentive Performance Task (APT) e uno Stroop Test digitale. Sono stati inoltre rilevati i livelli abituali di attività fisica e gli indicatori di rendimento accademico. <strong><span style="font-weight: normal;">Risultati.</span></strong> I partecipanti hanno mostrato una significativa tendenza a sovrastimare il proprio livello di attività fisica rispetto a quello rilevato mediante il questionario strutturato (<em>t</em>(69) = 6.971, <em>p</em> &lt; .001). Non sono emerse correlazioni significative tra attività fisica abituale, rendimento accademico e prestazioni attentive. Il confronto tra le due sessioni ha invece evidenziato una riduzione significativa dell'interferenza cognitiva allo Stroop Test dopo la Mindful Active Break (<em>t</em>(68) = 2.21, <em>p</em> = .030; <em>d</em> = 0.27), accompagnata da una significativa diminuzione della variabilità delle prestazioni attentive (Levene <em>p</em> = .042). Le prestazioni all'APT sono risultate migliori nella seconda sessione, probabilmente per un effetto di familiarizzazione con il compito. <strong><span style="font-weight: normal;">Conclusioni.</span></strong> I risultati suggeriscono che una breve Mindful Active Break possa rappresentare una strategia efficace e facilmente implementabile per sostenere il controllo inibitorio e favorire una maggiore stabilità delle prestazioni attentive durante lezioni universitarie prolungate. Al contrario, il livello abituale di attività fisica non è risultato direttamente associato né al rendimento accademico né al funzionamento attentivo nel campione esaminato. Ulteriori studi con campioni più ampi e disegni sperimentali randomizzati saranno necessari per confermare tali evidenze e approfondire i meccanismi cognitivi sottostanti.</p> Anna Maria Mariani, Eugenia Treglia, Francesco Peluso Cassese Copyright (c) 2026 Anna Maria Mariani, Eugenia Treglia, Francesco Peluso Cassese https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/708 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Oltre il tecnocentrismo: l’intelligenza artificiale tra embodied education e cognizione distribuita. Una prospettiva pedagogica critica. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/638 <p>L’integrazione pervasiva dell’intelligenza artificiale (IA) nei contesti educativi e formativi contemporanei, sta determinando una metamorfosi profonda, non solo delle pratiche didattiche e degli strumenti metodologici, ma delle modalità stesse con cui l’esperienza dell’apprendimento viene percepita, organizzata e vissuta. Il presente contributo intende analizzare criticamente questo scenario; superando le polarizzazioni sterili che caratterizzano l’attuale dibattito accademico e pubblico, spesso oscillante tra un tecnosoluzionismo acritico - che vede nell’IA la risposta automatica alle fragilità dei sistemi educativi - e prospettive allarmistiche, che leggono l’innovazione digitale esclusivamente in termini di perdita dell’umano e impoverimento cognitivo.</p> <p>Il lavoro analizza le tecnologie digitali e l’IA generativa quali mediatori socio-materiali che riconfigurano ed influenzano processi di apprendimento complessi come, ad esempio, l’attenzione, l<em>’agency</em> e la costruzione di significati. Pertanto, attraverso una prospettiva pedagogica critica che trae linfa dalle teorie di F. Varela, E. Thompson e A. Clark, vengono messi a fuoco i rischi di una disincarnazione educativa, della delega cognitiva e della deriva tecnocentrica. Tale riflessione, tuttavia, non trascura di evidenziare le opportunità offerte dall’IA quale motore di apprendimento distribuito e supporto ai processi metacognitivi.</p> <p>Infine, attraverso la lente della «mente estesa», l’apprendimento viene riletto come un’esperienza situata, incarnata e distribuita, in cui la cognizione emerge dall’interazione dinamica tra corpo, ambiente, strumenti e reti relazionali.</p> <p>In conclusione: il contributo delinea la necessità di una pedagogia dell’IA che non si limiti alla definizione di competenze operative, ma che sia capace di interrogare le trasformazioni antropologiche e relazionali introdotte dalle tecnologie, promuovendo una consapevolezza critica volta a preservare la complessità relazionale e corporea dei processi di insegnamento-apprendimento.</p> Roberta Marsicano Copyright (c) 2026 Roberta Marsicano https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/638 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Aspetti pedagogici dell’interazione umano-IA nella scrittura accade-mica https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/679 <p>L’avvento dell'Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) interroga radicalmente l'epistemologia e la didattica della scrittura accademica. Il presente contributo propone una riflessione pedagogica sull’interazione umano-IA basata sul problematicismo di Banfi e Bertin, interpretando la relazione tra scrittore (io) e sistema intelligente (mondo) come un’esperienza intrinsecamente problematica. Rifiutando sia il proibizionismo rigido sia l'accettazione acritica, il modello problematicista valorizza lo "scarto" incolmabile tra umano e artificiale come spazio critico, flessibile e creativo in cui l'IA opera non come sostituto, ma come interlocutore dialettico. Questa cornice teorica trova declinazione metodologica nelle teorie costruttiviste e socio-costruttiviste, inquadrando la GenAI come partner digitale e strumento di scaffolding temporaneo nella Zona di Sviluppo Prossimale dello studente. Attraverso la riconcettualizzazione della scrittura in chiave dialogica, processuale e autentica, vengono delineate strategie didattiche innovative e percorsi di alfabetizzazione critica all'IA, finalizzati a superare la dipendenza algoritmica e a promuovere una rinnovata saggezza pratica nella formazione accademica.</p> Domenico Lucchese Copyright (c) 2026 Domenico Lucchese https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/679 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Architetture della presenza https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/730 <p>Partendo dallo spunto riflessivo costituito da una ricerca-azione triennale (2022-2024, Università di Milano-Bicocca) sugli <em>Hybrid Learning Circles</em> (HLC), l'articolo propone un'analisi metodologica della facilitazione tra pari nel piccolo gruppo e della costruzione di comunità di apprendimento attraverso l'attivazione di dimensioni rituali, paraverbali e nonverbali, forme di mutuo ascolto, negozialità e condivisione nell'abitare lo spazio comune. Ne risulta un'architettura della presenza decisiva per l'impatto del modello, capace di aumentare l’impatto delle tecnologie digitali coinvolte nelle esperienze formative, rendendole accessibili e funzionali. Il contributo si situa in una tradizione compositiva e multiprospettica: la ricerca fenomenologico-pedagogica italiana, il dialogo tra embodied cognition e pedagogia, le metodologie embodied e arts-based, l'etnografia Embedded, Embodied, Everyday per gli ambienti ibridi, la teoria delle catene rituali di interazione e i suoi sviluppi recenti per l'online. Si posiziona in confronto critico con la Community of Inquiry e nel quadro prospettico dell'Index for Embodied Education. Ne risulta un dispositivo di analisi concettuale capace di nominare aree di esperienza e di competenza significative per il piccolo gruppo di facilitazione tra pari negli HLC.</p> Leonardo Menegola Copyright (c) 2026 Leonardo Menegola https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/730 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Musicoterapia educativa per l'inclusione e il potenziamento delle com-petenze trasversali nella scuola primaria. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/656 <p>Il contributo analizza un intervento di musicoterapia educativa e di comunità in una Scuola Primaria milanese, mirato a promuovere processi inclusivi e potenziare competenze trasversali. L'intervento si colloca in un orizzonte epistemologico pluralistico e interdisciplinare, che assume un approccio ai comportamenti-problema epistemologicamente complementare alle tecniche cognitivo-comportamentali standardizzate, e una prospettiva <em>embodied</em>, <em>enacted</em> ed <em>embedded</em> della didattica. Il progetto è consistito in un ciclo di incontri di piccolo gruppo in orario curricolare, attivati a fronte di criticità educativo-comportamentali segnalate dalla scuola. La presa in carico ha riformulato la domanda in chiave gruppale e contestuale, lavorando sull'ampliamento delle forme di partecipazione, sulle interazioni tra pari e sulle dinamiche di classe. La rilevazione qualitativa ha integrato uno strumento di restituzione partecipata rivolto ai bambini, osservazione partecipante, audioregistrazioni, diari di bordo e interviste in profondità a conduttori e insegnanti. Il mediatore sonoro-musicale emerge come dispositivo pedagogico corporeo, sensoriale, espressivo che organizza spazio, tempo, corpi e oggetti in un campo di esperienza significativo, e come grammatica multimodale che amplia gli spazi di partecipazione. La dimensione ludica –strutturata e improvvisativa– e la qualità rituale dell'attività si sono rivelate decisive, con impatto su clima di classe e competenze socio-emotive.</p> Leonardo Menegola Copyright (c) 2026 Leonardo Menegola https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/656 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Riflessività incarnata ed epistemologia pedagogica. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/652 <p>Il contributo articola una riflessione epistemologica sulla costruzione del ruolo pedagogico-educativo nella formazione universitaria iniziale, intesa come processo incarnato, situato e riflessivo, e discute l'orientamento universitario in itinere come dispositivo propriamente formativo, distinto dal paradigma del matching fra disposizioni e percorsi. La riflessione è ancorata operativamente al laboratorio di songwriting Your song of freedom, attivato in due edizioni (2022-2023, 2023-2024) presso l'Università di Milano-Bicocca, e si concentra sul sottocampione di dieci studenti iscritti a corsi di laurea pedagogico-educativi. I materiali — diari di bordo, audio-registrazioni degli incontri, questionario aperto a chiusura — sono trattati come ancoraggio illustrativo della cornice teorica, non come evidenza di una validazione empirica. Dall'analisi delle voci emergono tre dimensioni: uno scarto iniziale di estraneità professionale, l'emersione di un sapere propriocettivo che precede la verbalizzazione concettuale, il riconoscimento di una grammatica trasferibile all'attività educativa. Su questa base il contributo propone la nozione di isomorfismo formativo: la forma del dispositivo orientativo — incarnata, situata, riflessiva — è omologa alla forma del ruolo che esso contribuisce a costruire. La nozione apre piste per la progettazione dei dispositivi di orientamento e per il riconoscimento dei mediatori espressivi come dispositivi epistemicamente centrali nella formazione iniziale di educatori e pedagogisti.</p> Leonardo Menegola, Giorgia Pinelli Copyright (c) 2026 Leonardo Menegola, Giorgia Pinelli https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/652 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 E-motion: interconnessioni tra emozione, corporeità e motivazione nella relazione educativa e formativa https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/705 <p>Il contributo intende mostrare come pratiche <em>embodied</em> e multimodali possano favorire regolazione emotiva, <em>engagement</em> e motivazione ad apprendere, trasformando il <em>setting</em> didattico in uno spazio di esplorazione condivisa. Il ruolo della motivazione nei processi di insegnamento-apprendimento è infatti emerso come centrale nell’ambito di un progetto di Ricerca-Formazione con docenti<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> di scuola secondaria di secondo grado in un liceo coreutico. Tale dimensione, percepita come urgente dai docenti, è stata interpretata non come semplice disposizione individuale, ma come esperienza incarnata, emotiva e relazionale. Anche l’esperienza emotiva, infatti, per la sua caratteristica di comprendere diverse componenti tra loro interconnesse - risposte fisiologiche, tonico-posturali, motorie, cognitive ed espressive (Stern, 1987; Gallese, 2015) - assume qui la funzione di legare le dimensioni organica, psichica, sociale e culturale, ed è analizzata come una risposta complessa e multidimensionale (Anolli, 2002). Si tratta di una prospettiva che nasce dal considerare l’essere vivente come “essere in movimento” (Maturana &amp; Varela, 1985; Shapiro, 2014; Faella, Digennaro, &amp; Iannaccone, 2025). Il corpo in azione diventa mediatore privilegiato per attivare partecipazione e desiderio di apprendere, aprendo uno spazio in cui ciascun soggetto possa sentirsi coinvolto nella sua interezza, riconosciuto e parte attiva di una costruzione condivisa di significato. Nell’articolo verranno presentate esemplificazioni metodologiche e pratiche tratte dalla ricerca-formazione, che sostanzieranno il quadro teorico di riferimento.</p> <p>&nbsp;</p> <p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"><sup>[1]</sup></a> Al fine di una maggiore leggibilità del testo, si utilizzerà il genere maschile con valore sovraesteso, intendendo includere ciascun individuo, senza distinzione o esclusione di genere.</p> Elena Mignosi, Eliana DanzÌ Copyright (c) 2026 Elena Mignosi, Eliana DanzÌ https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/705 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 FutureLab+: A Digital Pathway for School-Based Career Guidance: An Exploratory Pilot Study https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/743 <p>Career guidance is increasingly challenged by educational, technological and labour market transformations that require more flexible and personalized approaches to supporting students’ career development. Although vocational interest assessment remains a central component of guidance practices, traditional self-report measures may not fully capture how students approach complex situations and career-related decisions. This study pre-sents FutureLab+, a digital experiential career assessment platform inspired by Holland’s RIASEC model that integrates vocational interests with behavioural information generated through simulated activities. An exploratory pilot design was adopted, including an internal testing phase to refine the platform and a pilot implementation involving 21 students from IIS Confalonieri in Campagna. The assessment pathway combined a vocational interest questionnaire with five experiential missions designed to explore reasoning, creativity, collaboration, organizational skills, problem solving and decision-making processes. Pre-liminary findings indicate that the platform generated differentiated guidance profiles by integrating self-reported interests with behavioural indicators emerging from experiential tasks. The resulting reports provided multidimensional representations of students’ voca-tional orientations and personal resources. Given the exploratory nature of the study, further research with larger samples is required to examine the reliability, validity and edu-cational contribution of experiential digital approaches to career assessment and guidance.</p> Mariangela Mirra, Immacolata Stizzo, Amelia Lecce, Stefano Di Tore Copyright (c) 2026 Mariangela Mirra, Immacolata Stizzo, Amelia Lecce, Stefano Di Tore https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/743 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Il tirocinio del docente di sostegno in formazione come processo embodied di costruzione professionale https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/731 <p>Le attività di tirocinio all’interno dei percorsi di specializzazione per il sostegno (TFA), ai sensi del D.M. 249/2010, sono considerate lo strumento formativo distintivo per coniugare i saperi teorici con la pratica in classe, la quale offre quotidianamente scenari problematici aperti. In tale prospettiva, l’aula scolastica oltre ad essere un fertile spazio fisico, rappresenta un ecosistema entro il quale il futuro docente di sostegno incide inevitabilmente mediante la prossemica, la postura e la collocazione spaziale. Richiamando il conosciutissimo assunto watzlawichiano, ovvero “non si può non comunicare”, la formazione dell’insegnante di sostegno si configura come un’esperienza profondamente embodied, che vede la relazione educativa orientata a valorizzare la dialettica tra corpo, emozioni, aspetti cognitivi e contesto, secondo una visione trasformativa. Il contributo mette in evidenza come il corpo del docente rappresenti un dispositivo identitario e uno strumento cruciale per la costruzione di un sapere inclusivo e consapevole, dentro uno specifico spazio di riflessività. Il lavoro adotta un approccio qualitativo di natura narrativa e auto/co-valutativa derivato dall’analisi di un corpus testuale costituito dai diari di bordo e dalle narrazioni riflessive prodotte da un gruppo di tirocinanti del X° ciclo TFA dell’Università Link Campus. Lo studio sottolinea l’importanza di strutturare i percorsi di tirocinio TFA come laboratori di consapevolezza corporea e relazionale, per riconfigurare ponti formativi tra teoria e operatività, essenziali per generare percorsi di inclusione scolastica e sociale sempre più radicali.</p> Mirca Montanari, Loretta Rapporti Copyright (c) 2026 Mirca Montanari, Loretta Rapporti https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/731 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodied PDP and PEI: Neuro-Sensory Observation, Cognitive Sustainability, and Inclusive Educational Design. An Analysis of Three Longitudinal Case Studies https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/751 <p>This paper proposes an embodied reinterpretation of Individualized Education Plans (IEPs) and Personalized Learning Plans (PDPs) within inclusive school contexts. Starting from the risk that these tools may be reduced to bureaucratic or compensatory documents, the study argues for a pedagogical shift toward a dynamic, relational and transformative understanding of educational planning. The theoretical framework integrates special pedagogy, embodied cognition, sensory gating and cognitive sustainability, highlighting the role of the body, perception, sensory regulation and environmental conditions in learning processes. The research explores how neuro-sensory observation can support a deeper understanding of students’ functioning, with particular attention to sensory thresholds, overload signals, attentional regulation and spontaneous self-regulatory strategies. Through the analysis of three longitudinal case studies, the paper examines how embodied strategies integrated into PDPs and IEPs may foster school well-being, emotional self-regulation, participation and learning outcomes. The findings suggest that inclusive planning should not merely adapt contents or assessment procedures but should transform the neuroecological quality of learning environments. The paper concludes that cognitively sustainable schools require pedagogical tools capable of recognizing students’ cognitive, emotional, bodily and sensory complexity as essential dimensions of access, participation and inclusion.</p> Stefania Morsanuto, Paola Damiani, Luna Lembo, Francesco Peluso Cassese Copyright (c) 2026 Stefania Morsanuto, Paola Damiani, Luna Lembo, Francesco Peluso Cassese https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/751 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Corporeità e narrazione di sé nella formazione embodied dei futuri educatori e delle future educatrici: primi risultati dall’implementazione italiana di un progetto Italia–Brasile https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/659 <p>La formazione dei futuri educatori e delle future educatrici può avvalersi di dispositivi che integrano esperienza corporea, narrazione e riflessione professionale. Il contributo presenta uno studio pilota relativo alla prima implementazione italiana, realizzata a Perugia, del progetto Italia–Brasile <em>Narrazione autobiografica e motricità nella formazione dei futuri educatori</em>. È stato adottato un disegno mixed methods convergente a prevalenza qualitativa. Il protocollo comprendeva otto incontri basati su attività ludico-motorie, scrittura autobiografica, condivisione e restituzione pedagogica. Trentadue studenti hanno prodotto 223 compilazioni del diario; per 28 partecipanti erano disponibili dati completi al questionario pre-post e alla prova finale post-only. Dopo la correzione di Holm sono emersi incrementi nelle autopercezioni relative a schema corporeo, gioco simbolico, interpretazione di ruoli, valore educativo delle fiabe e stupore. L’analisi tematica riflessiva ha individuato quattro temi: risonanza autobiografica dell’esperienza corporea; esposizione e fiducia nel gruppo; movimento come risorsa di regolazione e competenza; immaginazione sensoriale e apertura estetica. L’integrazione evidenzia convergenze selettive, complementarità e divergenze, delineando una traiettoria formativa plausibile e situata.</p> Alba Giovanna Anna Naccari, Andrea Zini Copyright (c) 2026 Alba Giovanna Anna Naccari, Andrea Zini https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/659 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Il Framework Eco-Riflessivo nell'Evoluzione della Tecnica dell'Incidente Critico (CIT) tra Traiettorie Digitali e Specificità Territoriali https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/752 <p>Questo articolo introduce l'"Eco-Reflexive Framework" (Quadro Eco-Riflessivo), un'architettura concettuale e operativa integrata progettata per far evolvere la Tecnica dell'Incidente Critico (CIT) in una metodologia qualitativa dinamica, contestuale ed emancipatoria. Fondata su una traiettoria di ricerca longitudinale durata vent'anni (2007–2026) e articolata su cinque studi empirici successivi, la struttura affronta i limiti tradizionali della CIT retrospettiva — quali il bias di memoria (recall bias), le rigide tassonomie categoriali e la mancanza di un'integrazione ecosistemica — fondendo sistematicamente gli strumenti tecnologici con contesti territoriali ad elevata complessità. Applicata nello specifico a scuole ad alta complessità e a ecosistemi educativi svantaggiati caratterizzati da marginalità istituzionale, isolamento geografico e pluriclassi, la struttura si articola attorno a tre pilastri fondanti. Il primo è la raccolta dati in tempo quasi-reale (Near-Real-Time Data Capture), che utilizza e-portfolio, micro-log digitali ed e-pocket per rilevare gli incidenti a ridosso del loro verificarsi, allineandosi con i paradigmi dell'apprendimento per progetti e della Ricerca Basata sul Design (Design-Based Research, DBR) per trasformare la raccolta dati in un dispositivo iterativo a basso costo estrattivo. Il secondo pilastro è l'esplicitazione dell'azione-voce (Action-Voice Explicitation), che impiega un protocollo di verbalizzazione dell'azione e l'intervista di esplicitazione per spostare l'attenzione del soggetto su come un'azione si è concretamente svolta, piuttosto che su giustificazioni teoriche retrospettive. Il terzo è l'analisi narrativa avanzata (Advanced Narrative Analysis), che combina l'approccio CIT Potenziato (Enhanced CIT, ECIT) con la ri-narrazione (re-storying) e l'analisi trasversale degli incidenti per preservare la coerenza temporale e biografica, mappando al contempo i pattern ricorrenti di vulnerabilità e le strategie di risoluzione sul territorio. Il rigore metodologico e l'affidabilità sono mantenuti in modo sistematico attraverso una matrice di valutazione a doppio livello (letture interne ed esterne) e verificati tramite precise metriche di valutazione, tra cui l'Indice di Coerenza Inter-Giudice (Kappa di Cohen / K di Fleiss) e l'Indice di Saturazione degli Incidenti, unitamente a rigorosi protocolli etici. In definitiva, la metamorfosi contemporanea della CIT qui presentata la posiziona come un potente dispositivo epistemico e partecipativo, in grado di rendere visibili le pratiche educative sommerse e tacite e di promuovere un apprendimento professionale trasformativo.</p> Antonella Nuzzaci Copyright (c) 2026 Antonella Nuzzaci https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/752 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 The Judged Body https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/633 <p>This contribution presents the results of a study that explored body shaming as an embodied experience capable of involving, at the same time, bodily dimension, emotional regulation, cognitive processes, and identity construction within educational and relational contexts. The research – from an interdisciplinary psycho-pedagogical perspective – was conducted through an online questionnaire administered to a sample of 1,014 persons, 58% of participants reported having experienced episodes of body shaming. The contribution will focus on the emotional reactions associated with episodes of body shaming, measured through a Likert scale structured around 11 emotions. The results show a predominance of experiences connected to humiliation, shame, sadness, and devaluation of the bodily self, highlighting how judgment directed at the body acts not only on the relational level, but also on processes of emotional self-regulation, social participation, and engagement within learning contexts. From an embodied perspective, body shaming emerges as a practice of social normativity that transforms the body into a device of symbolic and cognitive control, influencing the way students inhabit educational spaces, perceive themselves, and construct their own presence within learning processes. The findings suggest the need to design emotionally safe, multimodal, and inclusive educational environments capable of integrating body, emotion, and learning within a transformative psycho-pedagogical perspective.</p> Laura Occhini, Maria Rita Mancaniello Copyright (c) 2026 Laura Occhini, Maria Rita Mancaniello https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/633 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodiment, emotion and cognition in primary school mathematics learning: a mixed-methods quasi-experimental study on multimodal environments and embodied teaching https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/634 <p>Questo studio analizza l’efficacia di un intervento didattico incentrato sull’esperienza corporea e multimodale sull’apprendimento della matematica, l’impegno scolastico e la regolazione emotiva negli alunni della scuola primaria. Utilizzando un disegno quasi-sperimentale basato su metodi misti, sono stati coinvolti 84 alunni delle classi quarta e quinta della scuola primaria, suddivisi in un gruppo sperimentale (n=42) e un gruppo di controllo (n=42). L'intervento di dodici settimane ha integrato attività fisiche, laboratori pratici, apprendimento all'aperto, narrazione corporea e ambienti orientati alla creazione nell'insegnamento della matematica. I dati quantitativi sono stati raccolti utilizzando strumenti convalidati a livello internazionale: lo Student Engagement Instrument – Versione elementare (SEI-E), il Questionario sui punti di forza e le difficoltà (SDQ), la Scala di valutazione dell'ansia matematica per gli studenti delle elementari (MARS-E) e test standardizzati di competenza matematica. I dati qualitativi sono stati ottenuti attraverso osservazioni sistematiche, focus group e diari di riflessione degli insegnanti. I risultati mostrano miglioramenti statisticamente significativi nel gruppo sperimentale in termini di abilità matematiche, motivazione intrinseca, coinvolgimento e riduzione dell’ansia matematica. L’analisi qualitativa evidenzia inoltre una maggiore partecipazione attiva, consapevolezza corporea e costruzione condivisa di significato. Lo studio conferma il valore dell’embodiment come paradigma trasformativo per l’insegnamento di materie specifiche.</p> Fabiola Palmiero Copyright (c) 2026 Fabiola Palmiero https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/634 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Circle Singing and Embodied Learning https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/682 <p>This paper presents a mixed-methods quasi-experimental study on the implementation of Circle Singing at Roma Tre University (Pantano &amp; Rizzo, 2025). The study situates the practice within the theoretical framework of embodied cognition and 4E cognition, interpreting learning as an embodied, situated, relational, and performative process (Varela et al., 1991). In dialogue with intermedial analysis and the affective dimension of intermediality (Hansen-Löve, 1983; Pethő, 2026), Circle Singing is conceptualised as an educational device in which body, environment, and social interaction jointly contribute to the construction of learning processes. The study involved 188 university students, divided into an experimental group (<em data-start="862" data-end="865">n</em> = 104) and a control group (<em data-start="898" data-end="901">n</em> = 84), to investigate whether collective vocal improvisation could enhance aural perception, English pronunciation, and socio-relational wellbeing. Quantitative data were collected through pre- and post-tests using the Mini-PROMS and SpeechAce (Law &amp; Zentner, 2012; Nguyen et al., 2025), while questionnaires and focus groups explored participants' subjective experiences of the intervention. The analyses revealed significantly greater improvements in the experimental group than in the control group, both in aural perception (Mini-PROMS: <em data-start="1467" data-end="1470">F</em>(1,186) = 202.084, <em data-start="1489" data-end="1492">p</em> &lt; .001, η²p = .521) and in English pronunciation accuracy(SpeechAce: <em data-start="1567" data-end="1570">F</em>(1,186) = 119.872, <em data-start="1589" data-end="1592">p</em> &lt; .001, η²p = .392).</p> Giuseppe Pantano, Amalia Rizzo Copyright (c) 2026 Giuseppe Pantano, Amalia Rizzo https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/682 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Corpo, educazione e senso dell’esperienza. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/709 <p>Si parla molto, oggi, di apprendimento incarnato, di centralità del corpo, di esperienza situata. Eppure, nei contesti educativi, continua spesso a prevalere un’idea della formazione legata soprattutto alla prestazione, alla velocità, alla necessità di rendere ogni processo immediatamente osservabile e valutabile. Anche quando il lessico cambia, certe logiche rimangono sorprendentemente stabili. Già Hartmut Rosa (2019) ha osservato come le società contemporanee tendano progressivamente a trasformare il rapporto con il mondo in disponibilità, accelerazione e adattamento, con ricadute inevitabili anche sul piano educativo.</p> <p>Da qui nasce la riflessione proposta in questo contributo. L’interesse non riguarda tanto il corpo come “strumento” dell’apprendimento, quanto ciò che l’esperienza educativa produce nei soggetti quando coinvolge relazione, esposizione, memoria, fragilità. Aspetti che difficilmente possono essere tradotti soltanto in termini di efficacia o competenza. In questo senso, alcune riflessioni di Richard Sennett (2012) mantengono ancora oggi una particolare attualità: non tutta l’esperienza produce automaticamente formazione, soprattutto quando vengono meno ascolto, cooperazione e costruzione condivisa del significato.</p> <p>Nel dibattito sull’<em>Embodied Education</em>, infatti, il rischio di una lettura puramente funzionale è tutt’altro che marginale. In alcuni casi, il riferimento all’esperienza corporea sembra finire dentro lo stesso paradigma tecnico che inizialmente avrebbe dovuto mettere in discussione. È su questa tensione che il lavoro prova a soffermarsi, muovendosi tra pedagogia critica e filosofia dell’educazione. Sullo sfondo rimangono anche alcune riflessioni di Judith Butler (2004), per la quale vulnerabilità ed esposizione rappresentano dimensioni costitutive dell’esperienza umana e relazionale.</p> <p>Più che proporre risposte definitive, il contributo intende riaprire alcune domande sul significato della formazione in una fase storica in cui l’esperienza umana appare sempre più compressa entro logiche di adattamento e <em>performance</em>. Forse è proprio qui che il tema dell’<em>embodiment</em> continua a mantenere una forza pedagogica ancora non del tutto esaurita.</p> <p>&nbsp;</p> Valentina Pastorelli Copyright (c) 2026 Valentina Pastorelli https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/709 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Body, Cognition, and Neuropedagogy: an epistemological exploration of Biopedagogy, Neuroactivation and Motor Didactics https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/643 <p>Recent advances in neuroscience, embodied cognition, and educational research have questioned traditional dualistic conceptions of learning, emphasizing the inseparable relationship between body, mind, and environment. This paper explores the epistemological connections among Biopedagogy, Neuroactivation, Neuropedagogy, and Motor Didactics, proposing an integrated framework for understanding human development and learning processes. The study adopts a theoretical and interdisciplinary approach, drawing on the contributions of Merleau-Ponty’s phenomenology, Embodied Cognition, executive function research, cerebellar neuroscience, and contemporary pedagogical theories. The analysis highlights Neuroactivation as a dynamic process through which cognitive, motor, perceptual, emotional, and relational functions progressively emerge and reorganize through experience and educational interaction. Within this perspective, Motor Didactics represents the methodological expression of Neuroactivation, while Biopedagogy provides the interpretative lens for understanding adaptive development. The proposed framework offers a holistic perspective on learning, supporting current debates on inclusive education, precision pedagogy, and quality of life, and contributes to redefining educational intervention as an embodied and adaptive process.</p> <p>Recent advances in neuroscience, embodied cognition, and educational research have questioned traditional dualistic conceptions of learning, emphasizing the inseparable relationship between body, mind, and environment. This paper explores the epistemological connections among Biopedagogy, Neuroactivation, Neuropedagogy, and Motor Didactics, proposing an integrated framework for understanding human development and learning processes. The study adopts a theoretical and interdisciplinary approach, drawing on the contributions of Merleau-Ponty’s phenomenology, Embodied Cognition, executive function research, cerebellar neuroscience, and contemporary pedagogical theories. The analysis highlights Neuroactivation as a dynamic process through which cognitive, motor, perceptual, emotional, and relational functions progressively emerge and reorganize through experience and educational interaction. Within this perspective, Motor Didactics represents the methodological expression of Neuroactivation, while Biopedagogy provides the interpretative lens for understanding adaptive development. The proposed framework offers a holistic perspective on learning, supporting current debates on inclusive education, precision pedagogy, and quality of life, and contributes to redefining educational intervention as an embodied and adaptive process.</p> Sara Pellegrini, Piero Crispiani, Maria Grzegorzewska, Eleonora Palmieri, Riccardo Sebastiani Copyright (c) 2026 Sara Pellegrini, Piero Crispiani, Maria Grzegorzewska, Eleonora Palmieri, Riccardo Sebastiani https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/643 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 L'Embodied Assessment Model https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/688 <p>Il contributo propone l’<em>Embodied Assessment Model </em>(EAM) come cornice teorico-metodologica per ripensare la valutazione nella scuola del primo ciclo alla luce di Embodied Cognition, Embodied Education e Universal Design for Learning (UDL). Il lavoro evidenzia il disallineamento tra pratiche didattiche esperienziali, corporee e multimodali e sistemi valutativi ancora centrati su prove verbali e standardizzate. Attraverso una revisione della letteratura si sostiene che la conoscenza sia un processo incarnato, situato e relazionale e che le evidenze valutative debbano includere dimensioni corporee, interattive e riflessive. L’EAM si articola in tre dimensioni interdipendenti: <em>assessment of action</em>, <em>assessment of interaction</em> e <em>assessment of reflection</em>, che consentono di osservare i processi di apprendimento oltre il prodotto finale. Viene inoltre proposta una rubrica operativa (EAM Rubric) per supportare l’osservazione e la documentazione formativa nei contesti scolastici. Il contributo si configura come proposta teorico-concettuale di tipo non sperimentale, da sottoporre a future validazioni empiriche nei contesti scolastici, con attenzione alla formazione docente e alla sostenibilità degli strumenti valutativi.</p> Federica Pepe, Rossana Campanale , Giulia Ranieri Copyright (c) 2026 Federica Pepe, Rossana Campanale , Giulia Ranieri https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/688 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Realtà virtuale immersiva e inclusione scolastica: un framework UDL-ECS per il design di esperienze VR nella Scuola secondaria di secondo grado https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/736 <p>La diffusione delle tecnologie di realtà estesa (XR) negli ambienti educativi apre prospettive inedite per la progettazione di contesti di apprendimento inclusivi. In particolare, la realtà virtuale immersiva (VR) – attraverso la generazione di presenza incarnata, il coinvolgimento del sistema sensomotorio e la plasticità dello schema corporeo mediata dall’avatar – costituisce una rilevante risorsa didattica. Per studenti con disabilità motorie, sensoriali o cognitive e per studenti con neurodiversità, tuttavia, alcune di queste stesse caratteristiche (dall’isolamento percettivo del visore alla cinetosi, dal sovraccarico sensoriale alle interfacce che richiedono coordinazione fine) possono costituire barriere rilevanti se non affrontate sistematicamente in fase di progettazione. Il contributo propone un framework teorico-analitico per il <em>design</em> di ambienti VR inclusivi, fondato sull’integrazione tra i principi dell’<em>Universal Design for Learning </em>e la prospettiva dell’<em>Embodied Cognitive Science</em>: per ciascuno dei tre principi UDL vengono identificati le dimensioni corporee corrispondenti, le <em>affordance</em> degli ambienti immersivi e gli indicatori di progettazione verificabili. Il framework viene declinato in una proposta didattica da implementare nella scuola secondaria di secondo grado, fondata sulla co-progettazione con gli studenti, sullo <em>scaffolding</em> progressivo verso l’immersione e su modalità valutative coerenti con la variabilità dei profili di apprendimento.</p> Marcus Pingitore Copyright (c) 2026 Marcus Pingitore https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/736 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodied Education e l’Emozionalità: movimento e TPR per l’apprendimento inclusivo della lingua spagnola nella fascia 0-6 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/734 <p>La ricerca in Neuroscienze e Scienze cognitive mostra che la cognizione non è esclusivamente astratta o simbolica, ma è connessa alla percezione, al movimento corporeo e all’interazione con l’ambiente (Lavazza et al., 2025). Studi sull’Embodied Cognition (Barsalou, 2008; Varela, et al., 1991; Borghi &amp; Caruana, 2015) evidenziano come l’apprendimento si fondi sull’esperienza sensomotoria ed emotiva. Si può evidenziare come i bambini, appartenenti alla fascia d’età 0-6, possiedono un vantaggio neurologico nell’apprendimento delle lingue straniere (LS) (Hartshorne, Tenenbaum, Pinker, 2018). La scuola dell’infanzia e il primo biennio della scuola primaria risultano essere uno dei contesti più adatti per favorire non solo un avvicinamento, ma anche l’avvio di un vero e proprio processo di acquisizione (Favaro, 2016).<br>L’integrazione tra Embodied Education e apprendimento emotivo permette di concepire il corpo sia come mediatore cognitivo e motorio sia pure come spazio espressivo e relazionale. Il presente contributo mostra l’applicazione del modello della Total Physical Response, attraverso l’uso della musica, all’insegnamento della lingua spagnola nei servizi educativi della scuola dell’infanzia per apprendenti italofoni (Krashen, 1981). Nell specifico tale modello è stato utilizzato durante un percorso laboratoriale condotto con 20 bambini di una scuola dell’infanzia di Palermo. I risultati mostrano un miglioramento significativo nell’apprendimento della lingua spagnola da parte di tutta la classe, data l’affinità tra italiano e spagnolo (Di Gesù, 2016), ma anche grazie all’integrazione di attività corporee ritmate.</p> Rosa Anna Prestigiacomo, Cristina Giorgia Maria Pia Pinello, Ilaria Scolaro Copyright (c) 2026 Rosa Anna Prestigiacomo, Cristina Giorgia Maria Pia Pinello, Ilaria Scolaro https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/734 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Tra narrazione e riflessività: la scrittura di vignette per esplorare e so-stenere le pratiche di insegnamento outdoor https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/664 <p>L’outdoor education può essere intesa come una pratica educativa incarnata (<em data-path-to-node="1,0" data-index-in-node="76">embodied</em>), in cui gli insegnanti interagiscono con i discenti e con gli ambienti attraverso la percezione sensoriale, il movimento e l’esperienza corporea. Mentre le esperienze all’aperto dei bambini sono state ampiamente indagate, minore attenzione è stata dedicata alle esperienze vissute dagli insegnanti e ai metodi di ricerca capaci di coglierne la complessità emotiva, sensoriale, relazionale e contestuale. Questo articolo esamina il potenziale di ricerca e di sviluppo professionale delle vignette narrative a orientamento fenomenologico attraverso due casi di studio partecipativi. Il primo ha coinvolto quattro educatori della prima infanzia e un tirocinante in un’autoetnografia collaborativa della durata di sei mesi, condotta all’interno del contesto di una fattoria didattica. Il secondo faceva parte di una ricerca di dottorato sulla didattica fuori dalla classe (<em data-path-to-node="1,0" data-index-in-node="955">Education Outside the Classroom</em>) e ha coinvolto insegnanti della scuola primaria italiani e danesi nella validazione partecipata dei risultati. Nei due studi, le vignette sono state sviluppate a partire da osservazioni sul campo di tipo riflessivo, osservazione partecipante, diari dei ricercatori, interviste itineranti (<em data-path-to-node="1,0" data-index-in-node="1277">walking interviews</em>) e conversazioni informali, per poi essere discusse e revisionate collettivamente. I risultati indicano che la scrittura di vignette può rendere comunicabili le dimensioni tacite e incarnate dell’insegnamento all’aperto, stimolare la riflessione individuale e condivisa e sostenere lo sviluppo di comunità narrative e comunità di pratica. Le vignette narrative offrono quindi un mezzo situato ed eticamente attento per rappresentare il modo in cui le pratiche educative all’aperto vengono vissute, interpretate e negoziate.</p> Tommso Reato, Elena Diana Copyright (c) 2026 Tommso Reato, Elena Diana https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/664 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodied Cognition ed Educazione Motoria: il ruolo delle Funzioni Esecutive e degli Aspetti Motivazionali https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/740 <p>Il contributo esamina, nella prospettiva dell’<em>Embodied Cognition</em>, la relazione fra esperienza corporea, dimensione emotiva e processi cognitivi nell’educazione motoria della scuola primaria, con particolare attenzione allo sviluppo delle funzioni esecutive e al ruolo della motivazione. Mente, corpo e ambiente vengono assunti come sistema integrato nella costruzione del significato: l’azione motoria situata non è solo mezzo espressivo, ma mediatore essenziale dello sviluppo di inibizione, memoria di lavoro e flessibilità cognitiva, soprattutto quando l’attività unisce complessità coordinativa, variabilità contestuale e adeguata intensità aerobica. La motivazione è letta come ponte fra attivazione corporea e impegno cognitivo: la competenza motoria percepita alimenta autoefficacia, emozioni positive e partecipazione, in coerenza con la <em>Self-Determination Theory</em>. Sul piano operativo si propongono l’<em>Enriched Physical Education</em> e il <em>Deliberate Play</em> come dispositivi pedagogici capaci di integrare corporeità, emozione e cognizione in ambienti di apprendimento coinvolgenti, inclusivi e trasferibili. Viene infine presentato il disegno di uno studio quasi-sperimentale in programma nella scuola primaria, con misure pre/post delle funzioni esecutive, finalizzato a isolare il contributo della qualità cognitiva dell’esperienza motoria rispetto alla sola intensità.</p> Gian Marco Rosato Copyright (c) 2026 Gian Marco Rosato https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/740 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Dalla mente estesa al corpo che apprende: intelligenza artificiale e CAA tra embodiment e inclusione https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/641 <p>L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei contesti educativi offre nuove possibilità di personalizzazione, accessibilità e partecipazione, ma solleva anche un interrogativo pedagogico decisivo: come evitare che la mediazione tecnologica produca una disincarnazione dei processi di apprendimento? A partire dall’<em>Embodied Cognition</em>, dall’<em>Embodied Education</em>, dall’apprendimento situato, dalle neuroscienze dell’azione e dalla teoria della mente estesa, il contributo propone una riflessione teorico-pedagogica sul rapporto tra IA, Comunicazione Aumentativa Alternativa e costruzione del significato. L’analisi sostiene che il valore educativo della CAA non dipenda soltanto dall’efficacia dei simboli o dei dispositivi, ma dalla qualità delle esperienze corporee, emotive e relazionali che ne sostengono la comprensione. In questa prospettiva, il simbolo non è una semplice rappresentazione di un oggetto, ma la mediazione di un’esperienza vissuta e condivisa. Il contributo conclude con alcune indicazioni per la progettazione di ambienti inclusivi nei quali l’IA possa amplificare la partecipazione senza sostituire il corpo e la relazione.</p> Angela Ruotolo Copyright (c) 2026 Angela Ruotolo https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/641 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Narrating Needs, Embodying Rights: Situated Learning and Community Agency against Cultural Desertification in Southern Salento https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/653 <p>Current macroeconomic dynamics and extractive digital neocolonialism risk reducing citizens to passive users, exacerbating educational poverty and cultural desertification in the inner and marginal areas of Southern Salento. This paper proposes the Ecosystem of Territorial Cohesion (ETC) as an epistemological and operational framework for activating community agency through situated and embodied learning. Adopting a qualitative research-intervention design informed by Participatory Action Research, Community-Based Participatory Research, Action Community Learning and Needs Mapping, the study examines three intervention pillars: ZooAntroPedagogy with Narrative Medicine and simulation; inclusive sport and nature-based education; participatory access to Research Infrastructures. Findings show that embodied biofeedback, narrative micro-circles, outdoor experiential learning and authentic scientific inquiry support emotional regulation, communication, peer inclusion, resilience, critical thinking and cognitive sovereignty among vulnerable minors. The contribution argues that narrating needs is not a mere diagnostic practice but a performative and civic act through which vulnerability can be repositioned as an embodied right. Education thus becomes community regeneration, transforming marginal territories into laboratories of democratic participation and educational citizenship.</p> Corrado Russo, Salvatore Colazzo, Carmela Cornacchia Copyright (c) 2026 Corrado Russo, Salvatore Colazzo, Carmela Cornacchia https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/653 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Perspective Taking, Empathy and Visual Impairment https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/697 <p>In the contemporary dialogue between special pedagogy and neuroscience, the mirror neuron system can be considered an opportunity to question how understanding of the other emerges from the intertwining of bodily experience, sensory information and the educational relationship. Perspective taking may be understood as the ability to assume a spatial point of view different from one’s own and, at the same time, as a more complex process of decentring, through which a person distinguishes his/her own perceptual, emotional and cognitive position from that of others. This dimension is particularly relevant to empathy, since approaching the experience of the other seems to require continuous modulation between one’s own body and the differentiation of the self. In light of these considerations, visual impairment allows this connection to be explored in depth, showing how access to the meaning of another person’s action and experience can be organized through alternative sensory channels. The absence of visual perception thus becomes a theoretically generative condition for rethinking the embodied foundations of empathy and designing educational environments based on vicarious senses, such as hearing, touch and proprioception. Based on these premises, the contribution stimulates a theoretical-argumentative reflection on perspective taking, empathy and visual impairment within Embodied Education.</p> Davide Saggese, Giovanni Petrillo, Diana Carmela Di Gennaro Copyright (c) 2026 Davide Saggese, Giovanni Petrillo, Diana Carmela Di Gennaro https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/697 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Saperi incarnati: fare spazio al corpo https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/717 <p>Il contributo esplora il potenziale pedagogico dell'Embodied Cognition, proponendo il superamento del dualismo mente-corpo e dell'iper-indoorizzazione che caratterizzano la scuola italiana. Nonostante le evidenze scientifiche dimostrino la centralità della corporeità nei processi cognitivi, gli studenti restano spesso confinati in aule tradizionali e costretti all’immobilità. I dati OMS sulla mobilità scolastica evidenziano una drastica riduzione dell'autonomia dei minori in Italia, penalizzati da spazi urbani talvolta insicuri e modelli familiari iperprotettivi. Per invertire questa tendenza, l'articolo promuove una didattica attiva basata sul movimento e sull’Outdoor Education, valorizzando la città e il territorio come ecosistemi formativi polisemici e informali. Richiamando modelli virtuosi come quello finlandese e le teorie della città educativa, si suggerisce una transizione verso una scuola diffusa. Questo cambiamento richiede però una duplice trasformazione: da un lato, una rigenerazione urbana che renda gli spazi pubblici sicuri e accessibili; dall'altro, una radicale revisione della formazione universitaria e in itinere dei docenti. Gli insegnanti devono infatti acquisire una solida consapevolezza corporea per evolvere da trasmettitori di nozioni a facilitatori di esperienze, capaci di integrare intenzionalmente gli stimoli dell'ambiente esterno nei programmi curricolari.</p> Silvia Sangalli, Antonio Borgogni Copyright (c) 2026 Silvia Sangalli, Antonio Borgogni https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/717 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Body, narrative and play: an embodied intervention for inclusion and participation in lower secondary schools https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/635 <p>This paper presents a quasi-experimental study conducted in a lower secondary school in Naples, aimed at analysing the effectiveness of an integrated educational intervention based on embodied education, gamification and digital storytelling. The intervention, carried out within the Italian language curriculum and centred on narrative text construction, involved 110 students from four Year 7 classes, divided into an experimental group and a control group. The study adopted a mixed-methods approach, integrating standardised tools for measuring engagement, motivation and sense of belonging to the school with semi-structured interviews with students and teachers. The quantitative results highlight a significant improvement in the experimental group compared to the control group, particularly in terms of participation, motivation and perceived inclusion. The qualitative analysis confirms these findings, showing how physical, narrative and digital activities have fostered student engagement and the accessibility of content, particularly for pupils with SEN attributable to linguistic disadvantage. The study suggests that the integration of body, play, storytelling and technology can represent an effective educational resource for promoting inclusive and multimodal learning environments.</p> Giovanna Scala Copyright (c) 2026 Giovanna Scala https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/635 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Pratiche di inclusione con il Teatro d’Opera. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/672 <div><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">È possibile fare inclusione attraverso le pratiche educative e didattiche legate al Teatro d’Opera? La prospettiva </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">dell’Embodied </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">Education</span></span><span class="apple-converted-space"><span lang="EN-US">&nbsp;</span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">(EE) </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">può offrire strumenti di riflessività per rileggere l’esperienza e sostenere la realizzazione di pratiche inclusive a scuola?&nbsp;</span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">Questi </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">interrogativi </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">guidano la lettura degli esiti del </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">percorso </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">dell’Università </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">di Parma </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">sviluppato </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">nell'ambito </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">del progetto “Università al Regio. Costruire percorsi educativi inclusivi attraverso le esperienze del Teatro d’Opera”.&nbsp;</span></span></div> <div><span class="eop"><span lang="EN-US">&nbsp;</span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">L’indagine </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">esplorativa (Lumbelli, 1984), </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">di tipo quali-quantitativo, ha come obiettivo osservazione, analisi e monitoraggio delle azioni inclusive messe in atto nelle fasi che precedono e accompagnano l'esperienza a teatro </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">di un Istituto Comprensivo della Provincia di Parma. L’analisi tematica dei dati emersi ha restituito: l’expertise delle insegnanti rispetto al progetto, per il quale sono previste attività didattiche come la realizzazione di manufatti, il canto, la LIS e la <em>body </em></span></span><span class="normaltextrun"><em><span lang="EN-US">percussion</span></em><span lang="EN-US">; il vissuto di bambine e bambini, lo stupore di fronte alla rappresentazione, il fascino esercitato da un’esperienza non mediata, l’aspettativa di poter ripetere l’esperienza.&nbsp;</span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">Gli elementi individuati, riletti nella cornice dell’EE, permettono di cogliere il potenziale del percorso e ne restituiscono il forte valore inclusivo dovuto alla pluralità dei linguaggi, </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">alla mediazione del corpo quale strumento d’espressione,</span></span></div> <div><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">all’esperienza situata </span></span><span class="normaltextrun"><span lang="EN-US">quali strutture fondanti dell’esperienza stessa.&nbsp;</span></span></div> <div><span class="eop"><span lang="EN-US">&nbsp;</span></span></div> Mariangela Scarpini, Maria Antonietta Maggio, Isabel Maggiarra, Sara Battiston Copyright (c) 2026 Mariangela Scarpini, Maria Antonietta Maggio, Isabel Maggiarra, Sara Battiston https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/672 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Il mio teatro dietro le quinte https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/671 <div> <p class="JIMTLT17abstract"><span lang="EN-US">Il contributo presenta&nbsp;le riflessioni emerse nell’attività di progettazione e osservazione dell’esperienza&nbsp;attivata in&nbsp;collaborazione tra&nbsp;Università di Parma, Fondazione Teatro Regio di Parma e Accademia dei Giorni Straordinari&nbsp;in un&nbsp;progetto&nbsp;educativo&nbsp;per adolescenti in condizioni di fragilità&nbsp;nella costruzione di uno spazio volto alla scoperta e tutela del patrimonio culturale.&nbsp;L’esperienza immersiva e prolungata all’interno del Teatro è diventata un percorso di scoperta e conoscenza nel quale è stato possibile conoscere e vivere l’esperienza del teatro attraverso gli sguardi, i saperi e le competenze dei professionisti che&nbsp;operano&nbsp;nel contesto teatrale&nbsp;e&nbsp;che sono diventati il tessuto su cui costruire trame e relazioni nuove.&nbsp;Le categorie offerte dall’Embodied&nbsp;Education&nbsp;permettono di riconoscere ulteriore valore all’esperienza&nbsp;quale momento di&nbsp;co-costruzione&nbsp;della consapevolezza di&nbsp;sé: l’esperienza situata ha permesso di vivere in modo immersivo un contesto unico e privilegiato nel quale ognuno ha agito in modo trasformativo partendo dalla conoscenza di pratiche e azioni nelle quali portare la competenza acquisita.</span><span lang="EN-US">&nbsp;&nbsp;</span></p> </div> Mariangela Scarpini, Maria Antonietta Maggio, Isabel Maggiarra, Alessia Montanari Copyright (c) 2026 Mariangela Scarpini, Maria Antonietta Maggio, Isabel Maggiarra, Alessia Montanari https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/671 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 La Coralità Embodied-Performativa come dispositivo didattico: Universal Design for Learning ed educazione vocale ed emotiva nelle pratiche di canto corale e sensomotorie nella scuola inclusiva. https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/732 <p style="font-weight: 400;">L’articolo propone il costrutto della <strong><em>Coralità Embodied-Performativa</em></strong> quale dispositivo pedagogico innovativo per la progettazione di pratiche di canto corale inclusive, integrando i contributi dell’<em>Embodied Music and “Vocal” Cognition</em> e dell’Universal Design for Learning (UDL). Attraverso una ricognizione critica della letteratura neuroscientifica, pedagogico-musicale e inclusiva, il contributo sostiene che l’esperienza di canto corale, fondata sull’interazione tra voce, corpo, movimento, percezione ed emozione, costituisca un ambiente privilegiato per promuovere processi di apprendimento incarnato, regolazione emotiva e partecipazione autentica. La riflessione teorica converge nella definizione di un modello progettuale che assume la composizione musicale come <em>artefatto pedagogico</em>, nel quale le scelte morfologiche e performative incorporano principi di accessibilità, multimodalità e differenziazione didattica. L’analisi epistemologica del brano <em>Alla larga, alla stretta</em> evidenzia come la scrittura compositiva possa configurarsi quale dispositivo <em>embodied</em> capace di integrare vocalità, gestualità, organizzazione prossemica, <em>body percussion</em> e narrazione, favorendo la co-costruzione del significato musicale e l’inclusione di studentesse e studenti con differenti profili neurocognitivi. Il lavoro propone pertanto un paradigma teorico che riconfigura il rapporto tra composizione, educazione musicale e didattica inclusiva, offrendo una cornice concettuale suscettibile di future validazioni empiriche nell’ambito della ricerca educativa e della <em>Design-Based Research</em></p> Giuseppe Sellari Copyright (c) 2026 Giuseppe Sellari https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/732 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Despecializzazione e Semplessità https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/756 <p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="0" data-end="446">Questo contributo propone una reinterpretazione pedagogica dell’antropologia filosofica di Arnold Gehlen attraverso il quadro teorico della semplessità. Adottando una metodologia di tipo teorico-ricostruttivo, lo studio riconsidera criticamente la concezione gehleniana dell’essere umano come organismo biologicamente non specializzato e aperto al mondo, esaminandone la rilevanza per la pedagogia speciale contemporanea e l’educazione inclusiva. Piuttosto che considerare le categorie antropologiche di Gehlen come descrizioni ontologiche della natura umana, lo studio le interpreta come dispositivi euristici attraverso cui comprendere il carattere relazionale, mediato e culturalmente situato dell’esperienza educativa. L’analisi si articola in tre fasi: in primo luogo, ricostruisce i presupposti fondamentali dell’antropologia filosofica di Gehlen; in secondo luogo, li rilegge alla luce della teoria contemporanea della semplessità; infine, discute le implicazioni pedagogiche derivanti dall’integrazione dei due quadri teorici. Particolare attenzione è dedicata alla nozione di <em data-start="1088" data-end="1111">specialità originaria</em>, proposta come categoria interpretativa per ripensare la relazione tra vulnerabilità, apprendimento e mediazione educativa. L’articolo sostiene che l’antropologia di Gehlen, nonostante il suo radicamento storico e gli aspetti controversi della biografia politica dell’autore, conservi un significativo valore euristico per la teoria educativa contemporanea. Integrando l’antropologia filosofica con la prospettiva epistemologica della semplessità, lo studio sviluppa una concezione relazionale e dinamica dello sviluppo umano, offrendo un quadro concettuale in grado di contribuire agli attuali dibattiti sull’educazione inclusiva e sui fondamenti antropologici della pedagogia speciale.</p> Carmine Sessa, Marco Caruso, Corrado Russo, Michele Domenico Todino Copyright (c) 2026 Carmine Sessa, Marco Caruso, Corrado Russo, Michele Domenico Todino https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/756 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Pedagogia dell’embodiment tecnosensibile: https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/699 <p>La ricerca sull’apprendimento artigianale ha dimostrato che la trasmissione del sapere si fonda sull’interazione incarnata tra corpo, materiale e gesto — un sapere tacito e propriocettivo che si sviluppa attraverso la pratica prolungata e il dialogo con la materia. Resta tuttavia inesplorato come l’intelligenza artificiale generativa riconfiguri tali processi: in che modo il corpo del praticante si relaziona con l’output algoritmico, e a quali condizioni la conoscenza propriocettiva può essere trasmessa in ecologie tecnologicamente mediate. Il contributo affronta queste questioni proponendo il concetto di corporeità estesa tecnosensibile, che descrive la condizione in cui il corpo non è sostituito dall’algoritmo ma si espande attraverso interfacce digitali che ne amplificano percezione e capacità immaginativa. L’analisi, fondata sulla fenomenologia della corporeità, la cognizione incarnata e il framework delle ecologie ibride di apprendimento artigianale, articola la riconfigurazione su tre piani: manualità espansa, coautorialità umano–macchina e sostenibilità educativa. I risultati evidenziano un paradosso pedagogico — il sapere sensoriale resiste alla digitalizzazione da cui gli ambienti ibridi dipendono — e derivano criteri progettuali per ambienti di apprendimento embodied in dialogo con le tecnologie emergenti.</p> Andrey Felipe Sgorla Copyright (c) 2026 Andrey Felipe Sgorla https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/699 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 La didattica tra algoritmi e nuvole. Percezione e aspettative degli insegnanti nei confronti dell’IA https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/748 <p>Il continuo progresso tecnologico ci chiede di ripensare la scuola in direzione di una maggiore sintonia con le potenzialità degli applicativi digitali e con le prassi ad esse legate, consapevoli del fatto che il radicarsi delle stesse nei contesti formali e informali segue tempi differenti, producendo uno sfilacciamento tra il dentro e il fuori la scuola. Ciò ha effetti sulla percezione delle nuove generazioni rispetto al grado di autorevolezza e di funzionalità del sistema educativo nella sua capacità di sviluppare quelle Futures Literacy delle quali fanno parte le tecnologie di IA generativa. In uno spazio comunicativo basato sull’algoritmo, la didattica come cambia? Come vive l’insegnante il progresso tecnologico? Il contributo intende riflettere sul tema delle IA applicate alla didattica, rispetto alla percezione di “presenza” o “invadenza” vissuta dagli insegnanti nelle loro pratiche di insegnamento, sulla base dei primi dati raccolti da un’indagine conoscitiva ancora in corso.</p> Donatello Smeriglio Copyright (c) 2026 Donatello Smeriglio https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/748 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale Generativa nei diversi gradi scolastici https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/650 <p>L’Intelligenza Artificiale Generativa ha ridefinito i processi di apprendimento, con il rischio che le funzioni cognitive vengano delegate ad essa invece di utilizzarla come strumento di potenziamento in una prospettiva di “mente estesa”. Il contributo esplora l’uso critico dell’Intelligenza Artificiale attraverso un’indagine qualitativa condotta su tre livelli formativi: scuola secondaria, ITS Academy e percorsi di formazione iniziale all’insegnamento (Università). La ricerca si basa sull’analisi di interviste semi-strutturate per indagare l’evoluzione delle fasi di interazione tra studente e macchina, in base all’output ricevuto. L’obiettivo è analizzare come gli studenti interagiscono con i modelli linguistici, verificando se la tecnologia venga usata come «rapido stratagemma per arrivare alla soluzione» oppure da «mediatore <em>embodied</em> capace di stimolare riflessività e consapevolezza procedurale». I risultati evidenziano traiettorie differenziate: nella scuola secondaria prevale un uso acritico e passivo; negli ITS Academy e nelle aree Letterarie e STEM emerge la capacità di integrare l’Intelligenza Artificiale Generativa come “protesi cognitiva” controllata; nell’area del Sostegno si riscontra una divisione tra atteggiamenti passivi e istanze critico-riflessive. In conclusione, il lavoro propone una riflessione sulla necessità di aiutare gli studenti ad avere un’interazione dialogica con l’Intelligenza Artificiale per potenziarne le possibilità espressive e analitiche.</p> Agostino Sorbara Copyright (c) 2026 Agostino Sorbara https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/650 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Identità professionale, corporeità e sapere incarnato: osservazione e narrazione nelle pratiche educative https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/706 <p>Il contributo esplora il rapporto tra identità professionale, competenze incarnate e pratiche riflessive nei servizi educativi. A partire dalla letteratura sui gesti professionali, il gesto educativo viene interpretato come dispositivo relazionale e intenzionale, in cui dimensioni corporee, cognitive ed etiche si intrecciano nella costruzione della professionalità educativa. Una ricerca-formazione realizzata con il coinvolgimento di alcune educatrici operanti in servizi educativi complementari al tempo scuola ha permesso di riconoscere il valore dell’osservazione e narrazione dei gesti della professione educativa. La riflessione sui gesti si rivela un dispositivo efficace per sostenere la costruzione dell’identità professionale e valorizzarne la dimensione incarnata</p> Alessia Tabacchi Copyright (c) 2026 Alessia Tabacchi https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/706 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodied inquiry with AI as facilitator: an exploratory case study https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/746 <p>Generative AI is entering science education at a time when the embodied education community is asking what such systems cannot do. Rather than asking whether AI can understand the body, this exploratory case study asks where a language-based AI can stand within an inquiry activity without displacing embodied experience. University students in a Master's course in physics education investigated the statics of fluids following the ISLE approach (Investigative Science Learning Environment) in a two-phase design: students first built the buoyancy model with their own hands, without AI; a purpose-configured AI assistant then facilitated the application of the model to a new phenomenon. We discuss what a language-based facilitator cannot reach and the value of a design in which AI complements embodied inquiry rather than replacing it.</p> Eugenio Tufino, Paola Damiani Copyright (c) 2026 Eugenio Tufino, Paola Damiani https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/746 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Embodied teacher identity. Regolazione emotiva, competenze socio-emotive e inclusione https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/630 <p>Il paradigma dell’<em>Embodied Cognition</em> (Gomez Paloma, 2017; Damiani et al., 2021) restituisce all’identità del docente lo statuto di integrazione situata di dimensioni corporee, emotive, cognitive e relazionali. Entro questa cornice, regolazione emotiva, competenze socio-emotive e orientamenti verso l’educazione inclusiva delineano tre versanti interdipendenti del medesimo profilo professionale. Il contributo propone un’indagine descrittivo-correlazionale rivolta a 293 docenti italiani in formazione sul sostegno didattico, finalizzata a esplorare le associazioni tra strategie abituali di regolazione emotiva, competenze socio-emotive percepite e dimensioni dell’orientamento inclusivo. La rilevazione si avvale di tre strumenti psicometricamente validati in italiano, ovvero l’<em>Emotion Regulation Questionnaire</em> (Balzarotti, John &amp; Gross, 2010), il <em>Social-Emotional Competence Teacher Rating Scale</em> a quattordici item (Grazzani et al., 2024) e il <em>Sentiments, Attitudes and Concerns about Inclusive Education – Revised</em> (Forlin et al., 2011; Murdaca et al., 2018), riletti entro la cornice dell’<em>Embodied Cognition based teacher education</em>. I risultati restituiscono un profilo coerente con il paradigma teorico e collocano le competenze socio-emotive del docente nello snodo che lega la regolazione affettiva all’orientamento inclusivo, offrendo indicatori operativi per la formazione iniziale e in servizio degli insegnanti specializzati.</p> Mariagrazia Verbicaro, Patrizia Oliva Copyright (c) 2026 Mariagrazia Verbicaro, Patrizia Oliva https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/630 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 The digital poster as a multimodal artefact in teacher education: an exploratory study https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/692 <p> </p> <div> <p> </p> <p> </p> </div> <p> </p> Agnese Vezzani Copyright (c) 2026 Agnese Vezzani https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/692 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Metodologie performative e processi embodied nella formazione dei docenti https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/685 <p>Il contributo esplora il ruolo della formazione artistica e coreutica nella costruzione della professionalità docente, con particolare attenzione alla corporeità, alla comunicazione non verbale, all’uso pedagogico dello spazio e alla dimensione inclusiva della relazione educativa. Facendo riferimento alla prospettiva dell’Embodied Cognition e al valore formativo delle pratiche performative, lo studio considera il corpo del docente come mediatore cognitivo, emotivo e relazionale, capace di incidere sulla qualità dell’esperienza didattica. Lo studio esplorativo coinvolge 140 docenti abilitati presso l’Accademia Nazionale di Danza e integra strumenti quantitativi e qualitativi. Il contributo presenta i primi risultati del questionario, che evidenziano un forte riconoscimento dell’esperienza artistica come risorsa per l’insegnamento, della performance come dispositivo di apprendimento e dell’arte come linguaggio capace di arricchire l’esperienza educativa e promuovere l’inclusione. I dati suggeriscono il valore dell’integrazione di laboratori corporei, pratiche riflessive e dispositivi performativi nei percorsi di formazione dei docenti, valorizzando corpo, gesto, voce, movimento e spazio come elementi centrali della progettazione didattica inclusiva.</p> Donatella Visceglia, Amalia Rizzo Copyright (c) 2026 Donatella Visceglia, Amalia Rizzo https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/685 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000 Processi di significazione ed embodied identity nell'educazione dell'infanzia https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/674 <div><span lang="IT">I bambini affermano <em>agency</em></span></div> <div><span lang="IT">e appartenenza non solo con le parole, ma anzitutto attraverso il corpo. Nei servizi educativi per l’infanzia, infatti, l’identità non è semplicemente espressa dal corpo, ma costituta da esso. Questo contributo discute la formazione identitaria nelle scuole dell’infanzia basandosi sull’approccio prasseologico delle “prospettive dei bambini” (Nentwig-Gesemann et al., 2020), qui riletto attraverso una duplice lente teorica: la teoria del sé sociale di Mead (2015) e la <em>embodied cognition</em> di Gallagher (2023). A partire da osservazioni condotte</span></div> <div><span lang="IT">in alcune scuole dell’infanzia in Alto Adige, lo studio esamina come il movimento libero e <em>risky play</em>, il gioco del travestimento e l’esplorazione sensoriale — modellati dallo spazio fisico e dalla co-costruzione delle regole — permettano ai bambini di negoziare <em>agency</em>, appartenenza e posizionamento sociale attraverso la pratica corporea. In questa prospettiva, l’identità non è un attributo fisso da acquisire progressivamente, bensì un processo situato ed <em>embodied</em>: qualcosa che i bambini già sono, continuamente diventano e dentro cui crescono in relazione al proprio contesto. Il lavoro si conclude delineando principi trasferibili per progettare ambienti multimodali, orientati al movimento e partecipativi, suggerendo che condotte spesso etichettate come «problematiche» — quali la corsa, la sfida ai limiti e l’esuberanza fisica — vadano rilette come il lavoro identitario in atto dei bambini.</span></div> Silke Werth Copyright (c) 2026 Silke Werth https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0 https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/674 Mon, 05 Oct 2026 00:00:00 +0000