Formare alla relazione.
Per una revisione dei percorsi di specializzazione per il sostegno didattico.
Parole chiave:
insegnante di sostegno, specializzazione, inclusione, relazione educativaAbstract
Nel dibattito contemporaneo sull’inclusione scolastica, l’adozione del modello ICF ha contribuito a promuovere una lettura multidimensionale della disabilità e dei processi educativi, rafforzando l’attenzione verso il funzionamento umano, i contesti e la progettazione integrata. Parallelamente, la figura dell’insegnante specializzato in attività di sostegno è stata progressivamente interpretata come una figura di sistema, chiamata a operare all’interno di reti educative complesse, tra progettazione collegiale, raccordo con i servizi e mediazione istituzionale. Tale evoluzione, tuttavia, rischia talvolta di lasciare in secondo piano la dimensione emotiva, relazionale ed esperienziale della professionalità docente. Già Carl Rogers evidenziava il rischio di una formazione dell’insegnante eccessivamente centrata sugli aspetti cognitivi e razionali, incapace di valorizzare adeguatamente autenticità, empatia e qualità della relazione educativa. Il contributo propone una riflessione teorica orientata a una possibile revisione dei percorsi di specializzazione per il sostegno didattico, sostenendo la necessità di rafforzare la formazione affettivo-relazionale dell’insegnante attraverso, ad esempio, una profonda ristrutturazione delle attività laboratoriali. I laboratori vengono qui concepiti non come semplici spazi tecnico-applicativi, ma come contesti esperienziali orientati alla riflessività professionale, alla simulazione situata, alla supervisione pedagogica e allo sviluppo delle competenze emotive incarnate (“embodied”). In tale prospettiva, alcuni contributi provenienti dalla Compassion Focused Therapy di Paul Gilbert — assunti con prudenza e come riferimento teorico complementare, pur nella distinzione tra ambito clinico e pedagogico — possono offrire spunti utili rispetto ai temi della regolazione emotiva, della gestione della vulnerabilità e della costruzione di relazioni educative non giudicanti. Analogamente, il paradigma della Social and Emotional Learning (SEL) evidenzia il ruolo centrale delle competenze socio-emotive nei processi di apprendimento e inclusione. L’obiettivo del contributo è aprire una riflessione sul rapporto tra formazione docente e inclusione scolastica, evidenziando la necessità di riportare al centro della preparazione dell’insegnante specializzato la relazione educativa quale fondamento essenziale dei processi inclusivi.
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