Embodied education e epistemologia della complessità

Una riflessione a partire da una sperimentazione didattica

Autori

  • Federico Lattanzi
  • Stefano Polenta Università di Macerata

Parole chiave:

persona, complessità, presenza, embodied education

Abstract

Il presente contributo interpreta l’embodied education alla luce dell’epistemologia della complessità. Nella prima parte si richiamerà la cornice teorica dell’epistemologia della complessità, evidenziando come il soggetto possa essere concepito come un sistema vivente autoorganizzato capace di valutarsi e la classe come un campo relazionale animato da dinamiche non lineari. Particolare attenzione sarà dedicata al concetto di we-feeling di Kurt Lewin per le sue implicazioni nei processi di apprendimento in prospettiva embodied. La seconda parte è dedicata a una sperimentazione didattica, assunta come caso paradigmatico utile a evidenziare la fecondità interpretativa del framework proposto, mostrando come una gestione più flessibile del rapporto tra corpo, spazio e apprendimento possa favorire la costruzione di ambienti educativi capaci di accrescere la presenza soggettiva degli studenti.

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Pubblicato

2026-10-05

Come citare

Lattanzi, F. ., & Polenta, S. (2026). Embodied education e epistemologia della complessità: Una riflessione a partire da una sperimentazione didattica. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, 6(2). Recuperato da https://www.inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/691