Oltre le solite etichette: cosa scopriamo se iniziamo ad ascoltare davvero il gruppo?
Parole chiave:
Diffrazione; Intra-azione; Taglio agenziale; Ascolto sensibile; PostumanesimoAbstract
Il contributo analizza lo spostamento di paradigma nelle pratiche osservative all’interno dei contesti educativi, proponendo il superamento del modello della riflessività a favore di una postura diffrattiva. Muovendo dalle premesse del realismo agenziale di Karen Barad e del postumanesimo critico, il saggio decostruisce l’osservazione intesa come rappresentazione speculare di una realtà preesistente e oggettivabile. Attraverso l’analisi dei concetti di intra-azione e "taglio agenziale", viene proposta una riconcettualizzazione dell’ascolto come pratica materiale ed etica, capace di intercettare le interferenze tra corpi, spazi e materiali. L’obiettivo è dimostrare come un approccio diffrattivo permetta di andare "oltre le solite etichette", riconoscendo l’agentività distribuita del gruppo e assumendo la responsabilità ontologica del ricercatore nella co-costituzione dei fenomeni educativi. La documentazione pedagogica viene così riposizionata come un dispositivo performativo di giustizia e libertà, orientato a mappare le potenzialità impreviste della relazione educativa.
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