V. 5 N. 3 (2025): Convegno SIREM 2025 – IBRIDAZIONI FECONDE- Saperi, pratiche, territori, rete

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“Ibridazioni feconde” è il titolo, e al contempo il principio generativo, del nuovo appuntamento di SIREM: saperi, pratiche, territori e reti si incontrano per esplorare possibilità di un’educazione che non si limiti a integrare il digitale, ma che lo assuma come terreno per reinventare le forme della conoscenza, della relazione educativa e della progettazione didattica.

Il Convegno Sirem 2025 pone al centro le ibridazioni feconde fra corpi, algoritmi, dati e ambienti di apprendimento. L’intelligenza artificiale generativa, la platformization della cultura e le crisi eco-sociali impongono alla ricerca educativa la necessità di elaborare nuovi alfabeti critici e nuove ecologie della conoscenza. Il convegno intende esplorare come la pedagogia possa abilitare literacies transmediali capaci di leggere e trasformare l’infosfera; progettare ambienti inclusivi che sfruttino l’intelligenza artificiale non solo per personalizzare l’apprendimento ma anche per problematizzarlo; coltivare immaginari futuri che tengano conto di scenari quantum, XR e post-digitali con una particolare attenzione alla giustizia sociale e alla sostenibilità; sviluppare alleanze metadisciplinari fra scienze dell’educazione, data science e studi critici su media e tecnologie.

L’invito che ci viene da Latour (2005) è a riconoscere che la conoscenza non è il prodotto esclusivo di individui, ma il risultato di reti socio-materiali: di relazioni tra attori umani e non umani, tra corpi, algoritmi, dispositivi, infrastrutture e immaginari. In questa prospettiva, ogni “nuova educazione” ci chiede non solo di aggiornare le pratiche didattiche, ma di ripensare criticamente le strutture epistemologiche dei saperi stessi.

I temi proposti attraversano il campo da diverse prospettive — epistemologiche, pedagogiche, tecnologiche, filosofiche — ma condividono un presupposto comune: la necessità di un pensiero metadisciplinare, capace di rompere la compartimentazione del sapere e di costruire nuove alleanze tra discipline, dispositivi e pratiche. Non si tratta solo di inseguire le transizioni in atto, ma di abitarle come occasioni per pensare l’educazione a partire dalla complessità del presente.

Il convegno si rivolge a studiosi, educatori, formatori, insegnanti e innovatori che vogliano contribuire a costruire una scuola e un’università capaci di pensiero critico e immaginazione trasformativa. Una ricerca educativa che non rincorra il nuovo, ma lo interroghi; che non moltiplichi le discipline, ma le ibridi; che non subisca le tecnologie, ma le abiti, le ri-medi, le metta al lavoro per una pedagogia della responsabilità, della co-costruzione e della co-progettazione per comprendere e fronteggiare le emergenze educative.

Pubblicato: 2025-11-21

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